Sabato, 11 Luglio, 2020

Frugal Four, ecco la controproposta su Recovery Found: solo prestiti

Recovery Fund il contro-piano dei rigoristi “Prestiti vincolati a impegni su riforme e conti pubblici” Frugal Four, ecco la controproposta su Recovery Found: solo prestiti
Evangelisti Maggiorino | 26 Mag, 2020, 08:25

I sedicenti "4 frugali", si legge nella copia del documento visionato dall'agenzia di stampa Ansa, non possono concordare con "la creazione di qualsiasi strumento o misure che porti alla mutualizzazione del debito o a significativi aumenti nel bilancio Ue". "Un forte impegno alle riforme e al quadro di regole fiscali è essenziale per promuovere la crescita potenziale".

A questo punto, in vista di mercoledì, spetterà alla Commissione europea il duro compito di proporre una sintesi delle diverse posizioni, mediando tra il rigore del fronte del Nord e la consapevolezza che una risposta inadeguata potrebbe prefigurare l'inizio della fine dell'Unione. Lo scrive su Twitter il ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola, commentando la proposta di Austria, Paesi Bassi, Danimarca e Svezia. E' questa la proposta avanzata dal gruppo di Austria, Olanda, Danimarca e Svezia, i quattro Paesi nordici dell'Ue più intransigenti e chiamati anche "frugali". Ora i "Paesi frugali" mettono becco alla proposta fatta da Germania e Francia.

Non è tuttavia una chiusura completa, ma piuttosto una presa di posizione in vista del negoziato, come aveva già fatto capire il premier olandese Mark Rutte: il documento premette che "la crisi della Covid-19 colpisce duramente tutti gli Stati membri, socialmente e finanziariamente". Fondi che, nel documento, si sottolinea devono essere usati per sviluppare "ricerca e innovazione", garantire "maggiore resilienza al settore sanitario" e attuare la "transizione verde e digitale" che è alla base del progetto del Green Deal europeo.

I quattro paesi rigoristi del nord Europa si contrappongono quindi a Angela Merkel ed Emmanuel Macron e alla loro idea di lanciare il recovery fund europeo con 500 miliardi di sussidi a fondo perduto per i paesi più colpiti dal Covid-19. A rischio ci sono mercato interno e i suoi benefici per tutti gli europei. L'idea prevede il rifiuto dei contributi a fondo perduto e di forme di mutualizzazione del debito e aumento del bilancio comunitario. Altro punto chiave è la necessità di "riforme" per gli Stati membri che dovessero accedere al fondo, per essere "meglio preparati per la prossima crisi". Vengono fissati, inoltre, altri paletti: il Fondo d'emergenza sarà uno strumento una tantum con durata massima di due anni. E infatti per tutelare i prestiti da possibili frodi, i 4 Paesi del Nord chiedono un "forte coinvolgimento della Corte dei conti europei, dell'Ufficio Ue anti-frode (Olaf) e della Procura europea (Eppo)".

"Il nostro obiettivo è fornire finanziamenti temporanei attraverso il quadro finanziario pluriennale e offrire prestiti favorevoli a chi è stato più gravemente colpito dalla crisi", si legge ancora nel non-paper.

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