Sabato, 08 Agosto, 2020

Il Senato respinge la sfiducia al ministro Bonafede

Il dietrofront di Renzi Governo fragilissimo Il Senato respinge la sfiducia al ministro Bonafede
Deangelis Cassiopea | 25 Mag, 2020, 15:35

Roma, 20 mag 16:49 - (Agenzia Nova) - Il Senato salva il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

"Sulla mozione della Bonino, ci sono degli elementi che non condivido, né utilizzerò i voti di Fratelli d'Italia per far alzare la posta a Renzi". Tanto parole di elogio e l'invito al rispetto della figura del presidente del Consiglio, lasciano presagire un conto che sta per essere presentato, o perlomeno, un velato invito al premier nel convergere verso i punti programmatici di Italia Viva, che per l'ennesima volta ha voluto mostrare di essere l'ago della bilancia di un governo decisamente poco solido. Il suo discorso è poi proseguito andando a toccare il tema degli infettati nelle Rsa e "la puntualità dell'assessore lombardo Gallera, che ha fatto l'ospedale in Fiera con 21 milioni per 25 pazienti: ecco come sono stati spesi i soldi dei cittadini". Fuori dal Palazzo ci pensano i comunisti a seminare odio con le scritte sui muri ("Fontana assassino), dentro il Palazzo invece sono gli stessi penta stellati (ex compagni di maggioranza nel governo gialloverde) a mettere nel mirino il Carroccio nel tentativo goffo di risalire nella scala dei consensi". Se la nostra sfiducia avesse innescato una crisi? "Che peccato". Lo scrive su twitter Carlo Calenda, leader di Azione, commentando l'intervento di Matteo Renzi al Senato. Emma Bonino di +Europa attacca: "Bonafede è il ministro del sospetto, non giova all'Italia". Sicuramente il voto delle mozioni di sfiducia a Bonafede cambierà anche gli equilibri interni al governo. Parole condivise da Matteo Orfini, deputato e presidente del Pd, che aveva etichettato la gestione della vicenda come "pessima". Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nel suo intervento in Senato in replica al dibattito sulle mozioni di sfiducia nei suoi confronti. "La stella polare - ha aggiunto è la Costituzione". Il Pd si è venduto, si è legato alle follie del M5s semplicemente per mantenere il governo. "Il voto sul ministro non è stato gratis", accusa Matteo Salvini al termine di una seduta segnata anche dal "vaffa" dell'ex M5S Mario Michele Giarrusso perché, a suo dire, gli erano stati concessi meno dei 5 minuti previsti per l'intervento. Regge, per il resto, il gruppo pentastellato. Ovviamente non una censura ma il fatto che in una fase di emergenza come questa il premier ha già un ruolo fortissimo perché le persone impaurite pendono dalle sue comunicazioni - sottolinea Mentana -. E torna ad aprire alle opposizioni.

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