Sabato, 08 Agosto, 2020

"Renault potrebbe fallire", il Ministro Le Maire spaventa la Francia

"Renault potrebbe fallire", il Ministro Le Maire spaventa la Francia
Esposti Saturniano | 24 Mag, 2020, 23:38

Ma Le Maire ha detto oggi che non firmerà assegni in bianco e se Renault vuole ottenere aiuti dallo Stato dovrà impegnarsi a tutelare l'attività in Francia. Al momento, sono ben altri i problemi da fronteggiare per la Casa automobilistica francese. Perché diversamente che da noi, in Francia la nazione, con il suo stato, è coinvolta a pieno nelle attività del settore, partecipando direttamente in Renault.

Il presidente della Renault Jean-Dominique Senard, ovviamente consapevole dei rischi, è già al lavoro per la stesura di un nuovo piano strategico che potrà contare anche sul sostegno del governo.

In un'intervista a Le Figaro, il Ministro delle Finanze francese ha ribadito che il gruppo automobilistico francese, di cui lo Stato è azionista storico e possiede il 15% del capitale, "gioca per la sua sopravvivenza", precisando di non aver ancora autorizzato il prestito di cinque miliardi di euro che dovrebbe permettere a Renault di "accelerare", superando la crisi.

Secondo una stima del Ministero del Lavoro il numero totale di richieste di autorizzazione per il lavoro a orario ridotto dal 1 marzo ha raggiunto i 12,7 milioni, mentre 8,6 milioni di dipendenti avrebbero beneficiato del regime, che ha impedito un'esplosione della disoccupazione in Francia, la cui economia è stata duramente colpita dal coronavirus. Però per questo gli altri potrebbero diventare sacrificabili...

In Francia sindacati e governo erano subito scesi sul piede di guerra dopo le anticipazioni sul piano di risparmio da 2 miliardi di euro, oltre a quello strategico per l'alleanza con i giapponesi Nissan e Mitsubishi.

"C'è una forma di responsabilità dell'azienda ad andare avanti, a trasformarsi ma a tenere conto, anche, delle realtà del paese in cui ha sede e di un certo modo di vivere" aveva avvertito Philippe. Una minaccia che non risparmia nemmeno marchi storici come la Renault. In base al calendario delle consultazioni diffuso, le quattro organizzazioni rappresentative di Renault saranno ricevute separatamente dalla direzione generale del gruppo.

Nell'intervista, Le Maire si è espresso contro la chiusura della fabbrica di Flins.

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