Lunedi, 25 Mag, 2020

Hamilton ricorda Niki Lauda: "Indimenticabili le prime chiacchierate"

Hamilton ricorda Niki Lauda Rush, quando il film con Chris Hemsworth inscenò il più grande insulto a Niki Lauda
Deangelis Cassiopea | 22 Mag, 2020, 02:53

"Senza di lui forse non avrei firmato per Mercedes" spiega il sei volte campione del Mondo: "In tutti questi anni, è come se avesse continuato a scendere in pista attraverso me o i suoi piloti". Campione del mondo per ben tre volte, nel 1975, 1977 e 1984, è stato protagonista di uno storico duello con un altro grande della Formula 1, l'inglese James Hunt.

Mettere assieme un elenco dettagliato di quello che Niki Lauda ha lasciato in dote alla Formula 1 è un esercizio praticamente impossibile.

E a proposito dello stop che la Formula 1 sta vivendo, per via della pandemia mondiale, Wolff aggiunge: "Credo che quella di Niki sarebbe stata la voce della ragione, nel Paddock, a proposito della crisi mondiale che stiamo vivendo per via del coronavirus".

Lewis non ha mai nascosto la sua stima per Niki; anzi, è sempre stato sincero raccontando quanto l'austriaco gli abbia cambiato la vita e sia stato in parte l'artefice del suo successo, prima ancora che bussasse alle porte del Team di Brackley.

La carriera dell'austriaco è ben nota ai tifosi di Formula 1, ma Lauda non era solo un pilota, era un amico, una figura di riferimento per tanti, nel Paddock, ed in particolare modo nel team Mercedes, dove ricopriva la carica di presidente non esecutivo. Ricevere una chiamata da un'icona e un campione del genere fu bellissimo. Ricordo che un giorno ero a casa e mi squillò il telefono: era Niki, e voleva a tutti i costi che io lo raggiungessi in Mercedes.

Dopo quell'episodio, gli incontri sono proseguiti; uno tra questi, a Singapore dello stesso anno: "Poi ci siamo seduti a Singapore; è venuto nella mia stanza e abbiamo avuto una buona conversazione". La sua presenza, la sua influenza, sono state fondamentali anche nella carriera di Lewis Hamilton: fu proprio Lauda a convincere Lewis a scommettere sulla Mercedes, allora ancora poco competitiva e per nulla vincente. Il segno più chiaro di Niki era che se facevi il tuo lavoro, si toglieva il cappello. L'avere il suo rispetto non era scontato. "Se dovessi imparare qualcosa da lui, sarebbe proprio questo" - ha aggiunto Lewis.

E la gratitudine viene di conseguenza: "Niki mi ha insegnato come fare tutto ciò in un ambiente di lavoro e mi piace pensare di essere in grado di applicare i suoi insegnamenti alla vita di tutti i giorni". Sono grato per l'opportunità e amerò per sempre Niki. "So che con lo spirito è con noi in ogni gara".

E anche noi quel cappellino rosso non lo dimenticheremo mai.

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