Lunedi, 25 Mag, 2020

Fase 2: Trentino contributi a fondo perduto per imprese - Trentino AA/S

Contributi a fondo perduto il decreto Rilancio esclude i professionisti iscritti agli Ordini Partite Iva con cassa autonoma: dimenticate dai nuovi bonus
Esposti Saturniano | 20 Mag, 2020, 16:54

L'ultima bozza del decreto Rilancio opera restrizioni non indifferenti alla platea di beneficiari dei contributi a fondo perduto. Per gli operatori economici che nei mesi di marzo, aprile e maggio 2020 hanno sostenuto canoni di locazione o di affitto d'azienda è prevista una maggiorazione al contributo pari al 40% dell'ammontare totale dei canoni sostenuti per i mesi in questione e comunque non superiore a 1.200 euro. Un'esclusione esplicita, prevista dall'articolo 25 del decreto legge n. 34/2020, che penalizza il mondo delle libere professioni. E' questo il primo commento a caldo rilasciato dal coordinatore dell'Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeo, dopo aver visto i risultati emersi dalle simulazioni effettuate su alcune attività economiche che fra qualche settimana riceveranno un contributo a fondo perduto dallo Stato.

Con un duro comunicato Maria Pia Nucera (ADC), Andrea Ferrari (AIDC), Marco Cuchel (ANC), Amelia Luca (ANDOC), Antonella La Porta (FIDDOC), Stefano Sfrappa (SIC), Giuseppe Diretto (UNAGRACO), Matteo De Lise (UNGDCEC) e Domenico Posca (UNICO) prendono atto che la risposta non può che essere negativa: non si tratta di una mera distrazione, ma di una voluta, specifica esclusione dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria.

Così come previsto dal decreto Cura Italia, anche il decreto Rilancio rimanda ad un decreto attuativo, da emanarsi entro 60 giorni, per la definizione di requisiti e regole per poter accedere al reddito di ultima istanza, la cui gestione sarà affidata alle singole casse di previdenza.

Via libera dalla Giunta provinciale di Trento ai criteri per la concessione dei contributi a fondo perduto agli operatori economici, imprese e professionisti, che sono stati pesantemente danneggiati dagli effetti della pandemia da Covid-19.

Una beffa secondo i commercialisti che chiedono ora interventi di modifica durante l'iter di conversione in legge del decreto n. 34/2020.

L'auspicio è che ora sia il Parlamento, nel corso dell'iter di conversione del decreto Rilancio, a correggere la norma, eliminando la discriminazione contenuta nel decreto Rilancio per i professionisti con Cassa. In caso contrario, valuteremo con i nostri iscritti tutte le più opportune iniziative da intraprendere, che non potranno che essere proporzionate al sentimento di forte sconcerto, che mai come in questo momento alberga in tutte le donne e gli uomini della categoria.

È stato pubblicato nella notte di ieri il Dl cosiddetto Rilancio (è in vigore dal 19 maggio), che conferma l'indennità di 600 euro per i professionisti iscritti alle casse private. La coperta è corta e si è optato di stralciare dal provvedimento tanti professionisti per non pesare troppo sulle già asfittiche casse dello Stato.

Lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dei lavoratori dello spettacolo con almeno 30 contributi giornalieri versati nell'anno 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro purché non titolari di reddito da lavoro dipendente alla data del 17/03/2020 (articolo 38 DL 18/2020).

L'articolo 78 del decreto Rilancio prevede inoltre due novità.

Solo pochi spiccioli. In altre parole, con i contributi a fondo perduto il Governo sta offrendo un bicchiere d'acqua a tutti, ma non è nelle condizioni di togliere la sete a coloro che ne hanno veramente bisogno.

Da definire i requisiti reddituali, così come l'importo del bonus.

Un auspicio per il quale non resta che attendere.

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