Martedì, 11 Agosto, 2020

Ezio Bosso, indimenticabile nel suo donarsi e nella modestia delle parole semplici

Ezio Bosso, indimenticabile nel suo donarsi e nella modestia delle parole semplici Ezio Bosso, indimenticabile nel suo donarsi e nella modestia delle parole semplici
Deangelis Cassiopea | 16 Mag, 2020, 07:40

Dal 2011, Bosso conviveva con una malattia neurodegenerativa che gli fu diagnosticata dopo un'operazione per un tumore al cervello.

Ma noi vogliamo ricordarlo così, sorridente e pieno di vita, come è sempre e stato e sempre sarà. Come solo chi vivendo di ideali e talento resta nel nostro 'per sempre'. Un messaggio che, a un anno e mezzo di distanza, suona come un lascito testamentario. Affetto da una malattia neurodegenerativa, non è riuscito a realizzare i suoi ultimi desideri: avrebbe voluto prendere il sole e riabbracciare gli amici dopo il lockdown. Ezio Bosso ha sottolineato a Sky Tg24 quanto le sette note siano fondamentali per curare l'anima unendo le persone in situazioni fragili e delicate: "La musica è fondamentale per dare una terapia, soprattutto in un momento complicato come questo, la musica è la terapia fondamentale per creare una società unita". L'inesorabile progressione della malattia può essere più o meno rapida, con la morte dei motoneuroni che può avvenire nell'arco di pochi mesi o in un intervallo di tempo sensibilmente maggiore.

È stato anche riferito che le esequie si svolgeranno in forma strettamente privata. Queste malattie colpiscono in (leggera) prevalenza gli uomini, soprattutto tra i 40 e i 70 anni. L'amatissimo pianista di 48 anni anni, nato a Torino il 13 settembre del 1971, si è spento. Per alcuni si sarebbe trattato della Neuropatia motoria multifocale (MMN), una condizione autoimmune che non interessa i nervi sensitivi ma quelli motori, ovvero quelli che "trasmettono i segnali dal sistema nervoso centrale ai muscoli", spiega l'Humanitas. Anche quando la malattia non gli permetteva di muoversi come voleva.

Il pianista ha poi dichiarato: "La musica ci dà anche quella sicurezza, la mia musica soprattutto, non quella che scrivo, Mozart, Beethoven, Bach, Verdi Puccini e Vivaldi sono un modo per riuscire a stare insieme bene e per riprendersi da ferite che sono profonde".

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