Giovedi, 13 Agosto, 2020

'Assurdo, Rossi nega i test sierologici ai cittadini'

Nurse holding test tube with blood for 2019-nCoV analyzing. Novel Chinese Coronavirus blood test concept Nurse holding test tube with blood for 2019-nCoV analyzing. Novel Chinese Coronavirus blood test concept
Machelli Zaccheo | 05 Aprile, 2020, 23:08

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante il suo punto quotidiano di metà giornata sull'emergenza Coronavirus, ricordando che "da giorni abbiamo dato incarico all'università di Pavia di valutare tuti i tipi di test che oggi esistono, per valutare e individuare se vi sia un test scientificamente valido". La Regione è disposta a convenzionarsi con i privati che lo vorranno. E stabilisce che, nel caso vengano prese iniziative diverse, venga adottata ogni misura correttiva necessaria, compresa la proposizione da parte del presidente della Regione al capo dipartimento della Protezione civile, della requisizione dei test sierologici rapidi dei laboratori privati.

Con questa ordinanza, la Regione dice stop al "liberi tutti": fare i test sì, ma bisogna procedere secondo un ordine di priorità. Prima di tutto abbiamo pensato agli operatori sanitari, e poi a quelli delle Rsa, Rsd, strutture socio-sanitarie e di accoglienza; al volontariato, le farmacie, le forze dell'ordine, il personale penitenziario.

Operatori sanitari e soggetti operanti a vario titolo nelle Aziende ed Enti del SSR, operatori nelle strutture sanitarie private e di altri Enti nel territorio regionale. "Anche ai singoli cittadini, se il medico o pediatra di famiglia lo riterrà necessario". Nell'ordinanza si precisa anche che il test sierologico rapido da solo non ha valenza diagnostica; a seguito di esito positivo o dubbio del test, si dovrà procedere al test diagnostico molecolare (tampone orofaringeo). Se l'assessore Alessio D'Amato è così sicuro di poter garantire test sierologici gratuiti su tutta la popolazione del Lazio ci faccia capire "chi", "come" e "dove" potrà fare questi test.

- altre priorità di intervento, in rapporto a comunità e gruppi identificabili, potranno essere successivamente individuati, in ragione della progressiva disponibilità dei test. I criteri potranno subire intergazioni e/o modifiche, in base alla progressiva disponibilità dei test, del mutare del quadro epidemiologico, delle sopravvenute evidenze scientifiche, delle valutazioni del gruppo di lavoro regionale, e anche degli indirizzi indicati dal livello nazionale.

E' il momento di dare tranquillità alle persone che cercano rifugio nel privato per non gravare sul pubblico -spiega il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi) - Rossi adduce, alla base della motivazione della nuova ordinanza, la scarsità della quantità dei test. Scarsità che invece non risulta dalle testimonianze degli operatori e produttori e dalle affermazioni dello stesso Rossi che, il 17 marzo, aveva dichiarato di aver acquistato ben 500mila test sierologici.

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