Giovedi, 24 Settembre, 2020

Covid-19, il ministro Speranza: "L’emergenza non è finita, ci aspettano mesi difficili"

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Machelli Zaccheo | 05 Aprile, 2020, 18:34

In merito ha parlato il ministro della Salute Roberto Speranza in un'intervista rilasciata a Repubblica.

Il politico, come riporta La Repubblica oggi in edicola, si è infatti espresso con totale schiettezza per far comprendere criticità: "Dobbiamo dire la verità".

"C'è un fatto ormai riscontrabile - spiega Speranza - è cioè che l'R con zero, l'indice del contagio, che nel mese di febbraio-primi di marzo era molto alto (in alcuni casi nel nostro territorio ha sfiorato il 3, nel senso che ogni persona contagiata ne contagiava altre 3), con l'applicazione delle misure che noi abbiamo disposto in maniera molto rigorosa a partire dal 10 marzo ha iniziato la sua discesa e ora è notevolmente più basso". L'emergenza non è finita, il pericolo non è scampato. "Il nostro compito è creare le condizioni per convivere con questo virus, almeno fino a quando non avremo il vaccino o una cura". "Una diffusione intelligente di mascherine ci aiuta in questa battaglia" le parole del minstro.

Quanto agli ospedali anti-Covid, vanno mantenuti e aumentati, "perché non si può escludere un'ondata di ritorno dell'epidemia fino a quando non ci sarà il vaccino, perché l'ospedale misto è ingestibile in questo quadro, troppo rischioso per gli altri degenti e per tutto il personale, e perché non si può nemmeno correre il rischio di penalizzare tutti gli altri pazienti e tutte le altre cure".

Il governo studia una strategia per uscire "con grande gradualità e cautela" dalla prima fase emergenziale.

Un altro punto importante per Speranza è "mantenere e fare rispettare prioritariamente il distanziamento sociale a tutti i livelli e promuovere l'utilizzo diffuso di mezzi di protezione individuale". "Ma la battaglia è ancora nel suo pieno". "La prima mattonella per la ripresa dell'Italia è la vittoria della partita sanitaria". Questa procedura, con l'aiuto dell'Istat, consentirà una "mappatura virale del Paese": con un campione di "diversi milioni di cittadini" si capirà quanti italiani "hanno contratto il virus, se e come sono immuni, quanti e in che area possono tornare alla vita normale".

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