Mercoledì, 08 Aprile, 2020

Emergenza Coronavirus. L'OMS: "Popolo italiano incredibile nella lotta"

Oms in Italia possibile picco in questa settimana. Contagiato anche il principe Carlo Coronavirus: Secondo l’OMS il nuovo epicentro della crisi potrebbe diventare gli Stati Uniti
Machelli Zaccheo | 26 Marzo, 2020, 23:09

Genova. Il rallentamento della velocità di crescita della popolazione dei contagiati potrebbe essere il segnale che la curva di espansione del Covid-19 sta per arrivare ad un apice.

Quindi, "quello che ci si aspetta e di veder cadere la curva in maniera più rapida nel giro di questi 5-6 giorni".

Ora, ad esprimersi sul chiacchieratissimo "picco" del coronavirus in Italia, ci pensa Ranieri Guerra, direttore vicario dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Ma da parte di Guerra e dell'Oms arrivano altre parole, pesantissime, sull'Unione europea e sull'Europa in sé nell'ambito della gestione di questa emergenza: "Non c'è coesione, in nessun ambito europeo".

"E' fondamentale -ha spiegato- continuare con l'isolamento domiciliare per quanto possibile, in riferimento alle condizioni cliniche, dei paucisintomatici anche per diminuire la pressione sulle strutture sanitarie che devono essere dedicate alle casistiche più grave". L'alto funzionario dell'Organizzazione mondiale della Sanità si dice "preoccupatissimo per il numero di colleghi che sono stati contagiati". "L'Italia non solo è stata lasciata sola all'inizio, ma è stata anche isolata e questa è una vergogna". Nel Regno Unito hanno cercato di alzare le barriere e non ci sono riusciti; gli Stati l'hanno presa a ridere all'inizio e adesso se ne vedono le conseguenze a New York; Africa e America Latina sono dei grandi punti interrogativi, perché lì i sanitari non sono come i nostri e il virus può sfondare da un momento all'altro. E' incredibile che a distanza di un paio di mesi dall'inizio dell'epidemia ancora gli stati membri non riescono a trovare una risposta comune. Sulla questione dei tamponi e delle differenti strategie messe in campo da Lombardia e Veneto, l'esperto dell'Oms ritiene che il modello veneto non sia profondamente diverso da quello lombardo: "Quello che cambia è il sistema sanitario regionale precedente all'epidemia. Dobbiamo a queste persone tutto quello che la tecnologia mette a disposizione". prosegue Guerra.

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