Mercoledì, 08 Aprile, 2020

Maschera da snorkeling funziona da ventilatore di emergenza a Brescia

Il team di Isinnova azienda guidata da Christian Fracassi secondo da destra nella prima fila Il team di Isinnova azienda guidata da Christian Fracassi secondo da destra nella prima fila
Acerboni Ferdinando | 25 Marzo, 2020, 03:49

E' stato lo stesso presidente Franco Gusalli Beretta a scriverlo in rete lanciando un Sos per recuperare la polvere necessaria per continuare il lavoro.

Come spiegato dalla società: "Abbiamo contattato in breve tempo Decathlon, in quanto ideatore, produttore e distributore della maschera Easybreath da snorkeling".

Il tam tam, riporta il quotidiano, è servito e dalla Zare Prototopi di Boretto (Reggio Emilia) hanno fatto sapere di avere a disposizione 150 kg di polvere, sufficienti per lavorare una decina di giorni realizzando 500 valvole, mentre giovedì è atteso un carico dalla Germania. Filippo Cucinotta, docente a contratto di Disegno Tecnico Industriale e il dottorando Fabio Salmeri del Dipartimento di Ingegneria di UniMe, coordinati dal Direttore del Dipartimento prof.ssa Candida Milone, hanno messo a punto la stampa del componente, prototipo per il raccordo della maschera al respiratore e realizzato il dispositivo.

L'idea è arrivata dal dottor Renato Favero, ex primario dell'ospedale di Gardone Val Trompia, nel bresciano.

Il secondo è la produzione di altre tipologie di componenti delle quali in un numero limitato di ospedali c'è al momento carenza: "Siamo in contatto con vari ospedali milanesi stiamo testando nuovi dispositivi medici molto semplici ma molto utili nel caso funzionassero".

"C'erano delle persone in pericolo di vita, e abbiamo agito - avevano dichiarato i vertici dell'azienda a tal proposito - Non chiamateci, come alcuni hanno fatto, eroi". "Chi ha voglia di donarle, questo è il momento giusto - dice il primario di Neurologia del Valduce - Basta contattare l'ospedale e al resto penseremo noi".

Le maschere integrali da snorkeling, che da qualche anno spopolano sulle spiagge, diventano maschere per la respirazione da utilizzare in ospedale. Inutile dire la nostra risposta: ci abbiamo lavorato giorno e notte, Isinnova ha ingranato la sesta e in meno di 10 ore avevamo il prototipo che due ospedali bresciani stanno testando in questi giorni. Vorremmo aspettare l'esito di tutti i test (ad oggi positivi) ma pensiamo che ogni minuto sia cruciale. L'uso della maschera da parte del paziente è infatti subordinato all'accettazione dell'utilizzo di un dispositivo biomedicale non certificato, con dichiarazione firmata.

"Chiariamo che la nostra iniziativa è totalmente priva di scopo di lucro, non percepiremo diritti sull'idea del raccordo o né sulla vendita delle maschere Decathlon", precisa l'ingegnere Fracassi. Tutto questo grazie alle valvole stampate in 3D, che consentono di agganciare le stesse maschere direttamente all'ossigeno.

Altre Notizie