Mercoledì, 08 Aprile, 2020

Coronavirus, i benzinai annunciano lo sciopero totale

CORONAVIRUS, STOP DEI BENZINAI: “PRIMA AUTOSTRADE, POI GLI ALTRI Coronavirus, lo stop dei benzinai: "Chiudiamo gli impianti: prima sulle autostrade, poi gli altri"
Cacciopini Corbiniano | 25 Marzo, 2020, 00:40

Si parte dalle autostrade.

"Non siamo in grado di garantire la sicurezza sanitaria e la sostenibilità economica", queste le parole scelte dai benzinai per comunicare, tramite un comunicato dei sindacati Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc/Anisa Confcommercio, che da domani comincia lo sciopero.

"In un Paese che, malgrado i limiti strutturali e l'assoluta drammaticità della situazione, cerca e spesso trova il modo per far scattare meccanismi di solidarietà, c'è una categoria di persone, oltre 100.000 in tutta Italia, che, senza alcuna menzione, ha finora assicurato, senza alcun sostegno né di natura economica, né con attrezzatura sanitaria adeguata, il pubblico servizio essenziale di distribuzione di energia e carburanti per il trasporto di beni e persone. Quindi, gli impianti di rifornimento carburanti cominceranno a chiudere: da mercoledì notte quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali; e, via via, tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria".

"Corriamo il rischio di essere impopolari" si legge sulla nota pubblicata dalle associazioni "chiediamo al Governo, ai concessionari autostradali, alle compagnie petrolifere e ai retisti indipendenti di fare la loro parte se si vuole assicurare la distribuzione dei carburanti". "Ma nessuno può pensare di continuare a trattarci da schiavi, né da martiri", sottolineano i sindacati. Lo stop delle stazioni di servizio, però, finirà ovviamente per avere delle conseguenze deleterie per gli autotrasportatori, che garantiscono la circolazione di merci essenziali in un momento complesso come quello attuale.

Il messaggio è ovviamente stato recepito da Governo, che probabilmente sarà costretto a sedersi a breve ad un tavolo di trattativa con le sigle sindacali coinvolte per scongiurare lo sciopero paventato. Spiegano i gestori carburanti. I gestori potranno concordare periodi di apertura alternata, in funzione della dinamica del traffico.

Prezzi in calo. Il quadro è reso ancor più negativo dal declino dei prezzi dovuto al crollo delle quotazioni internazionali del petrolio: le tensioni tra la Russia e i Paesi dell'Opec (Arabia Saudita in primis) hanno spinto l'indice Wti di New York a scendere sotto i 20 dollari al barile dagli oltre 60 di inizio anno e il Brent di Londra a passare da 70 dollari a 25 circa. Il 2 gennaio scorso, invece, la benzina era a 1,593 euro e il gasolio a 1,487 euro.

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