Mercoledì, 05 Agosto, 2020

PAPA: L'universalità della preghiera contro la pandemia del virus

PAPA: L'universalità della preghiera contro la pandemia del virus PAPA: L'universalità della preghiera contro la pandemia del virus
Evangelisti Maggiorino | 24 Marzo, 2020, 14:22

Sono fino ad oggi 24 i medici morti nellla loro attività accanto a quanti sono stati colpiti dal Covid-19.

In questi giorni sono mancati medici, sacerdoti e infermieri. Preghiamo per loro, per le loro famiglie, e ringrazio Dio per l'esempio di eroicità che ci danno nel curare gli ammalati. Al centro dell'omelia, il dialogo tra Gesù e il malato presso la piscina di Betzatà, che "era malato nel cuore, era malato nell'anima, era malato di pessimismo, era malato di tristezza, era malato di accidia".

Ci farà bene rileggere questo capitolo 5 di Giovanni per vedere com'è questa malattia nella quale possiamo cadere.

La Recita del Padre Nostro, mercoledì 25 marzo, con i cristiani di tutte le confessioni e la preghiera di venerdì 27 alle 18 dal Sagrato della Basilica di San Pietro con l'adorazione del Santissimo Sacramento e la Benedizione "Urbi et Orbi": sono questi i due appuntamenti spirituali che il Papa ha annunciato al termine dell'Angelus di domenica, in questo tempo di prova per l'emergenza Coronavirus. Ma non era lì perché ne aveva fatta una grossa, no: il peccato di sopravvivere e lamentarsi della vita degli altri, il peccato della tristezza, che è il seme del diavolo, di quella incapacità di prendere una decisione sulla propria vita ma, sì, guardare la vita degli altri per lamentarsi, non per criticarli, per lamentarsi. "Preghiamo oggi per le persone che per la pandemia stanno cominciando a sentire problemi economici - ha detto Bergoglio introducendo la celebrazione - perché non possono lavorare e tutto questo ricade sulle famiglie". Ma la risposta è: "Sì, voglio essere guarito!"?

Allora dice il Papa: " Se tu hai fede sei sicuro che il Signore ti darà quello che chiedi e se ti fa aspettare, tu bussa bussa e lui ti farà la grazia. Il peccato è come un velo scuro che copre il nostro viso e ci impedisce di vedere chiaramente noi stessi e il mondo; il perdono del Signore toglie questa coltre di ombra e di tenebra e ci ridona nuova luce. Queste si rompono in particelle di polvere più piccole che cominciano a viaggiare in sospensione fino a diventare una tempesta che sposta enormi quantità di sabbia, tanto da sembrare un muro di polvere che può raggiungere anche un chilometro e mezzo d'altezza. Se si parla delle difficoltà delle imprese, legate alla crisi del coronavirus, "ci sono le difficoltà del dipendente, della dipendente, dell'operaio, dell'operaia". E tante volte, la preghiera è soltanto orale, con la bocca, ma non viene dalla fede del cuore; o è una fede debole... Credo in Te, spero in Te, Ti amo. Non permettere che abbia mai a separarmi da Te.

Altre Notizie