Mercoledì, 08 Aprile, 2020

Coronavirus, gli ultimi aggiornamenti: il bollettino del 23 marzo

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Evangelisti Maggiorino | 24 Marzo, 2020, 09:52

Altri due numeri che fanno ben sperare sono il calo dei malati in terapia intensiva - ora il 6% del totale, nei giorni scorsi erano il 10% - e il fatto che per la prima volta anche la Lombardia fa segnare un dato finalmente positivo: i ricoverati con sintomi in ospedale sono passati da 9.439 a 9.266. Si registrano i dati allarmanti sul contagio negli operatori sanitari in Italia: sono 4824, il doppio che in Cina. Sono invece 408 le persone guarite. Le persone attualmente positive al Coronavirus in Italia sono più di 50mila, pari a 50.418, mentre dall'inizio dell'epidemia i casi complessivi salgono a 63.927 (inclusi decessi e guariti/dimessi). I dati in dettaglio.

Per quanto riguarda le vittime di coronavirus in Italia, sono complessivamente 6'077, con un aumento rispetto a ieri di 601, ha precisato Borrelli. L'Istituto Spallanzani rende noto anche che che il poliziotto "appartenente al Commissariato di Spinaceto e da noi ricoverato, nella giornata di ieri è stato estubato e respira autonomamente". Tra i decessi, non tutti sono stati causati dal COVID-19.

Nel frattempo è stato dimesso dal San Matteo di Pavia Paziente 1, il 38enne di Codogno ritenuto il primo caso accertato di Coronavirus in Italia.

"Non vogliamo farci prendere da facili entusiasmi - ha commentato in conferenza stampa Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità - né sopravvalutare una tendenza, ma è un segnale che arriva a quella che comincia ad avvicinarsi come una distanza temporale rispetto alla quale ci aspettiamo di vedere segni tangibili delle misure di contenimento intraprese". Complessivamente sono state colpite dal virus 63.927 persone.

Nelle ultime settimane, inoltre, sono stati effettuati 275.468 tamponi per il Covid-19. "Il personale sanitario può svolgere efficacemente il proprio lavoro solo quando può lavorare in sicurezza - ha detto Ghebreyesus -". "Anche se facciamo tutto il resto nel modo giusto, se non diamo la priorità alla protezione degli operatori sanitari, molte persone moriranno perché l'operatore sanitario che avrebbe potuto salvare loro la vita è malato", ha aggiunto il direttore dell'OMS.

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