Giovedi, 09 Aprile, 2020

Coronavirus: Atalanta; torneremo a cantare, ora state a casa

Valencia cinque casi di Coronavirus il comunicato del club Coronavirus, il dottor Galli: “A Bergamo più colpevoli le osterie che Atalanta-Valencia”
Cacciopini Corbiniano | 23 Marzo, 2020, 20:54

"Bergamo è un'anomalia e in quel distretto ci sono stati tanti catalizzatori che hanno fatto esplodere la diffusione, come l'operosità della zona e forse anche la partita Atalanta-Valencia - ha spiegato l'infettivologo Le Foche -: l'apice dell'entusiasmo per un club che può aver portato a tanti contagi, tante persone vicine ed euforiche che si abbracciano".

Il professor Galli si è poi concentrato sulle misure attuate sinora, dichiarando che, a suo avviso, "non bastano ancora".

Ormai anche i virologhi dell'Istituto Superiore di Sanità sono convinti che la partita abbia avuto un ruolo deflagrante nel contagio in tutta la provincia di Bergamo. Nello specifico? Un paio su tutti.

Infatti, secondo le ultime indiscrezioni che circolano negli ambienti, proprio la partita tra Atalanta e Valencia del 19 settembre allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano, conosciuto anche come Stadio San Siro, sarebbe da considerare come l'innesco del pericolo legato alla pandemia.

"L'area bergamasca è da sempre molto attiva nel mondo degli scambi economici e sociali". Quando questa triste storia sarà finita (perché prima o poi finirà) dovremo ricordarci tutti di questi giorni di sofferenza e di Bergamo, che prima grazie alla sua splendida Atalanta e poi con la dignità e la forza con la quale sta affrontando e sopportando tutto questo merita di essere chiamata "altissima", non più semplicemente alta. I tempi sono pertinenti.

La gioia per la vittoria, l'euforia per una partita storica giocata a porte aperte, possono aver favorito la trasmissione del virus e facilitato la sua trasmissione attraverso le prime vie aeree. "Devo immaginare che a quella partita siano andati quasi tutti, inclusi probabilmente asintomatici e febbricitanti". Quello che noi censiamo sono i comportamenti di una settimana, mentre per quanto riguarda i decessi quindici giorni. All'epoca troppe cose non erano ancora chiare, a cominciare dall'enorme diffusibilità di questo virus.

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