Lunedi, 30 Marzo, 2020

Zuckerberg ha ammesso che Facebook è "per metà un giornale"

Soros vuole far fuori Zuckerberg Shutterstock Soros vuole far fuori Zuckerberg
Evangelisti Maggiorino | 21 Febbraio, 2020, 22:27

Quasi a voler rispondere alle accuse ricevute, ed a chi gli ha imputato spesso di pagare le tasse nei regimi fiscali (Olanda e Irlanda) più clementi, Zuckerberg, passato da Londra a Monaco per un summit sulla sicurezza, ha risposto che, nell'eventualità che l'OSCE approvi dei dazi transnazionali, o "Cross Border Tax Rules", nell'ambito di una "riforma fiscale globale", sarebbe anche disposto a pagare più tasse, aggiungendo - comunque - che la sua azienda aveva sempre "pagato le tasse dove doveva" (sebbene ciò abbia comportato che, 2 anni fa, nel 2018, al Regno di Sua Maestà, a fronte di guadagni complessivi superiori ai 2 miliardi di dollari, vennero corrisposte tasse solo per 32.2 milioni di dollari).

L'amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, è oggi a Bruxelles per incontrare i tre commissari europei responsabili di Digitale, Mercato interno e Trasparenza, rispettivamente Margrethe Vestager, Thierry Breton e Vera Jourova. E, se non si dovesse trovare l'accordo internazionale osteggiato dagli Usa, Bruxelles ha promesso di agire da sola. La commissaria Ue ha riferito di aver concordato con il Ceo di Facebook "la necessità di maggiore trasparenza su dati e algoritmi" per preservare la società dalle manipolazioni online, dalle interferenze straniere e da violazioni della privacy.

In un pezzo di opinione pubblicato sul Financial Times, Zuckerberg ha affermato che la regolamentazione è necessaria, anche a rischio che influisca sui profitti della sua azienda. Su questi "problemi", Bruxelles non vuole più transigere. Proprio quelle che l'Ue vuole tenere al centro dell'innovazione: a Facebook la scelta tra essere "una forza del bene o del male".

Soros contro Mark Zuckerberg. "Facebook non ha bisogno di aspettare per una normativa governativa che impedisca loro di accettare ogni pubblicità politica nel 2020 fino al termine delle elezioni del 4 novembre" negli Stati uniti, continua la lettera, "se c'è un dubbio sul fatto che una pubblicità sia politica dovrebbe mantenersi cauto e rifiutare di pubblicarla".

Una presa di distanza forte da quanto dichiarato nell'ormai lontano 2016, quando Zuckerberg definì Facebook una "società di tecnologia" che mette a disposizione degli utenti degli strumenti informatici, senza alcuna responsabilità sull'utilizzo degli stessi. "Quindi - scrive Soros - ripeto la mia proposta: Zuckerberg e Sheryl Sandberg (direttrice operativa di Fb, ndr) dovrebbero essere rimossi dal controllo di Facebook".

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