Martedì, 26 Mag, 2020

Parte il "Bonus facciate", e potranno beneficiarne anche gli inquilini

Normativa       del 17/02/2020      Cosa fare per fruire del Bonus facciate ecco i primi chiarimenti delle Entrate       Tempo di lettura        4 minuti Normativa del 17/02/2020 Cosa fare per fruire del Bonus facciate ecco i primi chiarimenti delle Entrate Tempo di lettura 4 minuti
Esposti Saturniano | 17 Febbraio, 2020, 10:51

Il nuovo beneficio fiscale - introdotto in legge di Bilancio dal ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini - trae ispirazione da una famosa legge francese (la cosiddetta Loi Malraux) che ha cambiato l'immagine di molte città della Francia. Non solo le facciate: la detrazione fiscale è prevista anche in caso di restauro e recupero di "balconi, ornamenti e fregi". Bonus facciate: detrazione Irpef e anche Ires La Legge di Bilancio 2020, che ha istituito il bonus facciate, non ha individuato espressamente i beneficiari della detrazione, ma facendo un esplicito rinvio alle disposizioni attuative del bonus ristrutturazioni, contenute nel DM 41/1998, ha indotto a pensare che il bonus fosse limitato agli immobili residenziali e ai contribuenti Irpef.

Se, invece, non si rientra nel bonus facciata (perchè magari il balcone è nella facciata interna o perchè l'edificio è nella zona C) è possibile fruire della detrazione al 50%.

- deve trattarsi dell'involucro esterno visibile dell'edificio (intero perimetro esterno), escluse le facciate interne non visibili dalla strada o da suolo pubblico.

La detrazione - ricorda una nota dell'Associazione - ammonta al 90% per la ristrutturazione (incluse pulitura o tinteggiatura) delle facciate esterne degli edifici, nelle Zone A e B del DM n.1444/1968.

Inoltre, è necessario indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell'immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore- come nel caso dell'inquilino che abbiamo esaminato - gli estremi di registrazione del contratto di locazione oppure di quello di comodato gratuito.

Se non ci sono i requisiti per il bonus facciate, c'è la detrazione standard del 50 per cento.

Gli interventi ammessi alla detrazione del bonus facciate sono quelli finalizzati al "recupero o restauro" della facciata esterna e devono essere realizzati esclusivamente sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

Beneficiano della detrazione, sottolinea l'Agenzia delle Entrate, "anche le spese correlate agli interventi e alla loro realizzazione, ad esempio perizie, sopralluoghi, progettazione dei lavori, installazioni di ponteggi, ecc".

Laddove l'intervento effettuato influenzi dal punto di vista termico l'edificio, o interessi più del 10% dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dello stesso, questo deve soddisfare i requisiti di cui al decreto MiSE 26 giugno 2015 e, in termini di trasmittanza termica, quelli di cui alla Tab.

Per gli interventi che influiscono dal punto di vista termico o che interessano oltre il 10% dell'intonaco della superficie disperdente lorda complessiva dell'edificio si applicano anche le stesse procedure e gli stessi adempimenti previsti per l'ecobonus ed entro 90 giorni dalla fine dei lavori dovrà essere inviata all'Enea, esclusivamente in via telematica, la scheda descrittiva relativa agli interventi realizzati.

È obbligatorio, infine, conservare ed esibire, se richiesta dagli uffici, tutta la documentazione indicata nella circolare di oggi, tra cui i documenti comprovanti le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi, la copia della delibera assembleare di approvazione dell'esecuzione dei lavori. La circolare spiega che per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, e per gli enti non commerciali vale il criterio di cassa, quindi fa fede la data dell'effettivo pagamento. Ad esempio, un intervento iniziato nel 2019 ma con spese sostenute nel 2020 potrà godere del bonus.

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