Giovedi, 20 Febbraio, 2020

Coronavirus, atterrato il 17.enne bloccato a Wuhan

Coronavirus Di Maio completata evacuazione italiani da Wuhan Coronavirus, Niccolò torna a casa. Oltre 1.380 vittime
Machelli Zaccheo | 15 Febbraio, 2020, 10:35

Partirà tra poche ore il volo speciale che riporterà in Italia Niccolò, lo studente italiano 17enne rimasto bloccato a Wuhan, città focolaio dell'epidemia di coronavirus. Il ragazzo, si apprende, è in aeroporto e sta per sottoporsi alle procedure mediche e ai protocolli necessari prima dell'imbarco. Sbarcato all'aeroporto militare romano e superati gli accertamenti sanitari di rito, dopo le 8.30 è stato trasportato all'ospedale Spallanzani per il periodo di quarantena, come da prassi consolidata con i precedenti rimpatri dalla Cina.

Il condizionale è d'obbligo perché in questa vicenda le notizie date quasi per certe sono spesso state smentite dai fatti, non ultima quella della partenza dell'aereo per la Cina, che avrebbe dovuto avvenire stanotte per riportare Niccolò in Italia già domani. Il primo intervento fu effettuato a gennaio del 2006 con un C-130J, per un paziente con una grave forma di tubercolosi polmonare resistente a ogni trattamento farmacologico, mentre nel 2014 in biocontenimento è rientrato dalla Sierra Leone, Fabrizio Pulvirenti, durante l'epidemia di Ebola.

L'Aeronautica Militare ha iniziato a sviluppare dal 2005 la capacità di evacuazione aeromedica, acquisendo sistemi isolatori ATI (Aircraft Transport Isolator). Un isolatore è un sistema costituito da un telaio (rigido o semi rigido), da un involucro in PVC (cosiddetto envelope) che permette l'osservazione e il trattamento del paziente in isolamento, da un motore alimentato a batterie che consente di mantenere all'interno una pressione negativa e da filtri ad alta efficienza HEPA (Highly Efficient Particle Air) che impediscono, in entrata ed uscita, il passaggio di micro particelle potenzialmente infette garantendo la sicurezza per gli operatori sanitari che assistono il malato.

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