Giovedi, 20 Febbraio, 2020

Paolo Gentiloni tira le orecchie all'Italia: "Ripresa? No, la crescita rallenta"

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Evangelisti Maggiorino | 14 Febbraio, 2020, 17:39

Il quotidiano riprende le nuove indicazioni della Commissione Europea sulla crescita delle economie del Vecchio Continente. Le previsioni intermedie riguardano i livelli annuali e trimestrali del PIL e dell'inflazione per l'anno in corso e l'anno successivo per tutti gli Stati membri, nonché i dati aggregati a livello della zona euro e dell'UE. A novembre scorso la previsione Ue era di 0,4 per cento e 0,7 per cento. Secondo Bruxelles in Italia "i rischi al ribasso per le prospettive di crescita rimangono pronunciati". L'anno dovrebbe registrare in generale dati in territorio positivo, "prevalentemente grazie alla domanda interna". Sono stati rivisti i calcoli dello scorso novembre, secondo cui il Pil in Italia sarebbe dovuto crescere dello 0,4%: il Belpaese rimane il fanalino di coda dell'Eurozona.

I rischi rimangono legati, oltre che al coronavirus, a "un'eventuale ripresa della guerra dei dazi tra Usa e Cina, dalle tensioni in Sud America e in Medio Oriente e dall'esito dei negoziati sui futuri rapporti commerciali post Brexit tra Unione e Regno Unito". Record di crescita invece per Malta e Romania: 4 per cento e 3,8 per cento nel 2020. Penultime la Germania e la Francia, ferme all'1,1 per cento per il 2020. Ma il ministro dell'Economia confida nel recupero. Nel 2021, poi, l'economia italiana dovrebbe crescere dello 0,6 per cento contro lo 0,7 per cento stimato tre mesi fa. Una crescita moderata dovrebbe registrarsi nel 2021, quando l'Italia dovrebbe chiudere l'anno con un +0,6%.

"In effetti - ha detto il commissario agli Affari economici e finanziari Paolo Gentiloni, parlando con i giornalisti al termine della conferenza stampa di presentazione delle previsioni - sorprende che questi tre grandi paesi abbiano avuto, soprattutto nell'ultimo trimestre del 2019, dati molto negativi, e che complessivamente abbiano una crescita attorno allo 'zero virgola', anche se con differenze fra l'uno e l'altro". Nonostante il rallentamento rispetto agli scorsi anni, l'eurozona sta vivendo il suo periodo più lungo di crescita consecutiva dall'introduzione dell'euro nel 1999.

"Siamo in una fase preliminare - ha aggiunto più tardi il Gentiloni rispondendo a una domanda dei giornalisti a margine -, e io credo che il governo italiano sia consapevole della necessità di tenere gradualmente il debito in un percorso di riduzione". La fiducia nell'industria è migliorata a gennaio, ma non suggerisce ancora un rimbalzo imminente nella produzione industriale. La scommessa è quella di riuscire a farlo conservando una politica espansiva, non perdendo - ha sottolineato - l'occasione degli investimenti collegati soprattutto alla transizione ecologica.

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