Giovedi, 20 Febbraio, 2020

Patrick Zaky, cosa sappiamo del ricercatore arrestato in Egitto

Patrick George Zaky Patrick George Zaky
Evangelisti Maggiorino | 14 Febbraio, 2020, 13:38

Amnesty International ha chiesto la liberazione immediata di Patrick e Human Rights Watch ha affermato che l'arresto rappresenta una grave escalation della campagna egiziana contro gli attivisti. Sassoli chiede che sia rilasciato subito. Il portavoce Peter Stano, interpellato dai giornalisti a Bruxelles, ha spiegato che il Seae è "al corrente del caso" di Zaky e lo sta "valutando" con la sua delegazione Ue al Cairo.

Alla Camera il ministro per i rapporti col Parlamento Federico D'Incà ha risposto al question time sottolineando l'urgenza del caso considerate le analogie con "la dolorosa e tragica vicenda di Giulio Regeni" e rimarca che il caso è una "priorità" per il governo italiano. Il cibo che gli hanno portato e i pacchetti di sigarette sono arrivati al ragazzo passando da una grata.

Insieme al loro avvocato Alessandra Ballerini, Paola e Claudio hanno invitato i "paesi che si professano democratici" ad avere "la forza e la dignità di dichiarare l'Egitto paese non sicuro e richiamare immediatamente i propri ambasciatori". A Goito, ad esempio, è Enzo Cartapati che si sta adoperando affinché l'attenzione sull'omicidio di Giulio Regeni non venga meno e a tale proposito ha già invitato il Comune a promuovere iniziative in tal senso.

"Noi, la famiglia di Patrick - prosegue la nota - chiediamo a tutti di stargli vicino e di sostenerlo in questa situazione di difficoltà e dichiariamo il nostro pieno sostegno alle richieste dei suoi amici e colleghi dentro e fuori dall'Egitto, che insistono sull'immediato e incondizionato rilascio di Patrick e sulla caduta di tutte le accuse, oltre alla garanzia che non ci saranno ulteriori persecuzioni nei confronti di Patrick o dei suoi familiari e che gli sarà permesso di continuare i suoi studi".

Patrick George Zaky, il giovane studente egiziano dell'Università di Bologna, noto per il suo impegno nel campo dei diritti umani e LGBT, arrestato nei giorni scorsi al suo rientro al Cairo, è stato "picchiato e torturato per 30 ore" in Egitto perché volevano conoscere "i suoi legami con l'Italia e con la famiglia di Giulio Regeni", ha riferito la famiglia del giovane secondo quanto riportano alcuni giornali. "Patrick, come Giulio, merita onestà e determinazione, non chiacchiere imbarazzanti e oltraggiose", insistono i genitori di Giulio.

Secondo uno dei suoi legali, Wael Ghali, sarebbe stato torturato per ore dalle forze di sicurezza egiziane e ora rischierebbe una condanna all'ergastolo.

Patrick George Zaky è un ricercatore di 27 anni di origini egiziane.

"Sui diritti umani l'Italia non resta in silenzio".

La procura egiziana ha ordinato per lo studente una custodia cautelare iniziale di quindici giorni, in seguito alle accuse che vanno dall'incitamento alle proteste alla diffusione di notizie falsi atte a danneggiare lo Stato.

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