Sabato, 19 Settembre, 2020

Lazio, Marchisio: "Inzaghi mi ha sorpreso tantissimo, non molti allenatori erano attaccanti"

Lazio, Marchisio: Lazio, Marchisio: "Inzaghi mi ha sorpreso tantissimo, non molti allenatori erano attaccanti"
Cacciopini Corbiniano | 14 Febbraio, 2020, 00:56

Marchisio ripercorre alcuni dei momenti e dei personaggi più significativi della sua carriera: "A 18/19 anni mi allenavo in prima squadra con Capello e mi capitava di dormire in macchina dopo aver fatto tardi la sera". Una mattina mi ha svegliato il rombo della macchina di Del Piero. Io avevo dormito in auto perché era talmente tardi che non conveniva tornare a casa. Ero giovanissimo, ha creduto in me in un anno molto difficile come quello della Serie B ed è stata una grandissima iniezioni di fiducia. Ciro Ferrara fu il primo a darmi un'identità in campo, lui mi ha fatto diventare la mezzala che poi sarei diventato. Conte è stato importante per tutti, ha riportato nei giocatori l'anima della Juve. Ma analizzare una partita non vuol dire saper fare l'allenatore. Simone Inzaghi mi ha sorpreso veramente tanto, sta facendo davvero bene.

Si è ritirato lo scorso ottobre a soli 33 anni, Claudio Marchisio.

Marchisio è ancora fresco di ritiro e il campo manca: "Mi manca l'odore dell'erba tagliata in primavera, mi mancano i riflettori, il pubblico, ma anche mettersi una maglietta nuova... Mi manca l'emozione del goal". Io e Iniesta? Ti chiedi perché non abbia vinto il Pallone d'Oro. Vedere giocare lui era come vedere Federer giocare a tennis: puro piacere di osservarlo. Lui ha tre cervelli: uno nel piede destro, uno nel piede sinistro, uno in testa. Però lui da capitano sapeva sempre alzare la guardia quando vedeva qualcosa di cui noi non ci accorgevamo.

Su Cristiano Ronaldo: "Giocare con Ronaldo?". "Mi sarebbe piaciuto giocare con lui". Il bello è quello che ha portato: ha alzato l'asticella in una squadra che sapeva già come lavorare. Ho una società che segue diversi sportivi per aiutarli ad alleggerire tutto ciò che è extra attività agonistica: ormai ogni sportivo è un brand e deve essere seguito a 360° su tantissimi aspetti.

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