Giovedi, 20 Febbraio, 2020

Voto storico in Irlanda, avanza il Sinn Fein

Sinn Fein L'exploit di Sinn Féin in Irlanda pone fine al bipolarismo
Evangelisti Maggiorino | 13 Febbraio, 2020, 15:39

I due partiti di Governo, i liberali del Fianna Fáil e i conservatori del Fine Gael, partito del Premier uscente Leo Varadkar, sono passati dal 24,3% al 22,2% e dal 25,5% al 20,9%. In base alla legge elettorale che vige attualmente in Irlanda, al Sinn Féin vanno 37 dei 160 seggi a disposizione, mentre ne vanno 38 al Fianna Fail e 35 al Fine Gael.

Il momento dello Sinn Féin, dunque, non sembrerebbe essere arrivato, nonostante le previsioni della vigilia. Dice che vuole andare al governo; resta da vedere quanto desidera ardentemente perseguire tale obiettivo e quanto è disposta a cedere e a trattare con gli sconfitti di Fianna Fail e Fine Gael.

Sebbene la Chiesa cattolica non ha sostenuto né si è allineata con nessun partito politico, i vescovi hanno sentito la necessità di sottolineare le questioni di giustizia sociale e riguardo alla Brexit, avevano esortato i politici della Repubblica di Irlanda a "rimanere impegnati nel processo di pace in Irlanda del Nord e mantenere relazioni positive con i nostri vicini nel Regno Unito e in Europa". Si tratta di un miglioramento impressionante rispetto al 13,8 per cento delle ultime elezioni, nel 2016.

Si vota sino alle ore 22 locali, le 23 italiane. "Potrei essere il prossimo Taoiseach (capo del governo in gaelico)", ha detto durante una passeggiata nel centro di Dublino lunedì.

LE ELEZIONI - Sabato in Irlanda ci sono state le elezioni anticipate per eleggere la camera bassa del parlamento e lo spoglio dei voti. Di conseguenza il partito non ha ottenuto la maggioranza dei seggi.

Dietro le quinte sono già partite le trattative politiche.

Sinn Fein tuttavia conta sul suo successo delle urne per difendere il suo progetto. In pratica, una partita a tre che solo dopo il termine dello scrutinio dirà davvero chi ha vinto.

Nel fine settimana McDonald ha dichiarato che preferirebbe formare un governo guidato dal Sinn féin con la partecipazione dei piccoli partiti di sinistra, dei Verdi e degli indipendenti.

Il tutto nel quadro d'un Paese che, commenta all'ANSA da Dublino il politologo Aiden Corkery, mostra di voler guardare in primis ai suoi "molti problemi interni" e alle disuguaglianze che imperversano malgrado il rilancio della crescita del Pil.

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