Venerdì, 03 Aprile, 2020

Morì fuggendo a uno stupro, procura generale di Firenze chiede 3 anni

Martina Rossi Martina Rossi
Evangelisti Maggiorino | 11 Febbraio, 2020, 22:56

Martina Rossi è la ragazza trovata morta dopo essere precipitata dal balcone di una delle camere dell'hotel dove era in vacanza. Il pm Luciana Singlitico, della Procura Generale di Firenze, ha chiesto la conferma delle condanne a tre anni per i due imputati aretini, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, 27enni di Castiglion Fibocchi, sui quali pende l'accusa di tentata violenza sessuale di gruppo.

Secondo l'accusa la giovane cadde nel vuoto mentre stava passando da un balcone all'altro per sfuggire a un tentativo di violenza sessuale. I due ragazzi sono stati condannati in primo grado a 6 anni per questo reato e per quello di morte in conseguenza di altro delitto.

La prescrizione è un tema 'caldo' di questo processo e di questi tempi, non solo per il clima politico, essendo l'istituto al centro del dibattito attuale, ma anche per gli esiti che origina.

Il padre di Martina, Bruno Rossi, parla di "ingiustizia".

Questo perché il reato rimasto, che pure sarebbe alla base della vicenda, cioè la tentata violenza sessuale di gruppo, cadrà in prescrizione ad agosto 2021, un tempo non molto distante. "Ma è la politica che dovrebbe intervenire in queste materie e trovare la giusta soluzione". Il processo andrà avanti con le discussioni delle parti civili e delle difese nella prossima udienza 17 febbraio, data in cui si presume arriverà anche la sentenza. Respinta dai giudici l'eccezione di nullità presentata dall'avvocato Stefano Buricchi, difensore di uno degli imputati, che contesta proprio la nuova calendarizzazione e anche la violazione del principio del giudice naturale, in virtù della sostituzione di due componenti del collegio giudicante.

All'udienza di oggi presenti, come sempre, i genitori di Martina Rossi, il padre Bruno e la madre Franca Murialdo che di fatto si trovano di fronte ad un processo prescritto per metà.

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