Venerdì, 03 Aprile, 2020

Egitto, Garavini (Iv): tutta Europa intervenga per liberazione Zaky

Egitto, arrestato ricercatore dell’Università di Bologna: accusato di terrorismo rischia la tortura Studente dell’Università di Bologna arrestato al Cairo: “Torturato con l’elettroshock”
Evangelisti Maggiorino | 11 Febbraio, 2020, 22:56

BOLOGNA Passano le ore e cresce la preoccupazione per Patrick George Zaky, lo studente dell'Università di Bologna che giovedì notte è stato arrestato all'aeroporto del Cairo, perché accusato dall'Egitto, il suo Paese, di istigazione alle proteste e diffusione di notizie false. Patrick era laureato a Bologna ed era un apprezzato ricercatore che stava perfezionando il suo corso di studi con un Master.

La custodia cautelare per il giovane durerà, per il momento, 15 giorni. Riferendosi a "informazioni pubblicate su qualche sito sospetto delle reti sociali", il dicastero del Cairo ha smentito che il giovane sia italiano, affermando che ha invece "nazionalità egiziana". Secondo quanto ricostruito dagli attivisti egiziani, Zaki, è stato manager della campagna presidenziale di Khaled Ali, uno degli oppositori del presidente Abdel Fattah al-Sisi. "Patrick, che studia per un diploma post-laurea a Bologna, rientrava in Egitto per un breve soggiorno presso la famiglia quando e' stato preso in custodia dalle forze di sicurezza della National Security Investigations (Nsi) all'aeroporto del Cairo ed e' scomparso per le successive 24 ore". "Alle 4 del mattino del 7 febbraio Patrick era in fila al controllo passaporti all'aeroporto del Cairo - racconta Ghally a ilfattoquotidiano.it - l'agente si è accorto che su di lui pendeva un mandato di arresto e allora lo ha condotto in una stanza".

Sulle reali motivazioni che avrebbero portato all'arresto dall'attivista una volta rientrato in Egitto dall'Italia, Darwish, che segue personalmente il caso di Zaky per l'Eipr, dice che "non possiamo dire perché abbiano deciso di arrestarlo".

"Quello che posso dirvi è che Patrick è un mio amico, che è stato prelevato dalle autorità egiziane sebbene innocente e non è certo un terrorista". "Era in una stanza con due agenti, è stato picchiato e torturato con l'elettricità". Ma non con il bastone, solo con dei fili in modo che non rimanessero segni. Anche la sede centrale del master, che si trova all'Università di Granada, ha predisposto un comunicato ufficiale sulla vicenda.

In questa stanza Patrick ha subito un primo interrogatorio sulla attività di ricerca che da anni svolge con l'EIPR (l'organizzazione Egyptian Initiative for Personal Rights), in particolare sui cristiani copti.

Lo studente egiziano arrestato è iscritto all'Università di Bologna. "Soprattuto ci siamo accorti che aveva in mano verbali con prove completamente inventate", continua Ghally. "L'Università di Bologna - ha detto il prorettore Mirko Degli Esposti - sta seguendo con grande attenzione l'evolversi della situazione e auspica che questa vicenda possa avere un esito rapido e positivo, nella piena trasparenza e completezza delle informazioni e nel pieno rispetto dei diritti delle persone". È in cella con altre persone, ma i genitori sono riusciti a fornirgli cibo e vestiti.

La prima udienza per Zaky è fissata per il 22 febbraio. La docente ha sottolineato anche l'importanza della velocità nell'attivarsi in casi come questi, che certo non si aspettava. Per Amnesty è fondamentale tenere alta l'attenzione affinché si eviti un nuovo caso del genere. Acconcia ricorda che Al Sisi gioca un ruolo chiave anche nella crisi libica, in quanto sostenitore del generale Khalifa Haftar: un ruolo che gli ha permesso di sedersi al tavolo con Angela Merkel alla conferenza di Berlino.

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