Martedì, 18 Febbraio, 2020

Passa il referendum in Svizzera, la norma anti-omofobia diventa legge

La Svizzera rifiuta l'omofobia: trionfo al referendum, la legge resta in vigore Passa il referendum in Svizzera, la norma anti-omofobia diventa legge
Evangelisti Maggiorino | 11 Febbraio, 2020, 22:58

La Svizzera è contro l'omofobia.

Il 63,1% degli elettori svizzeri ha votato a favore del mantenimento della Legge contro il 36,9%.

I sostenitori delle mosse parlamentari affermano che i miglioramenti alle leggi svizzere contro il razzismo sono necessari e non impediranno il legittimo dibattito pubblico, a condizione che non si allontani dal fomentare l'odio o la discriminazione. La revisione di legge introduce esplicitamente nel Codice penale il divieto della discriminazione basata sull'orientamento sessuale, con lo scopo di proteggere le persone Lgbt.

Una norma contestata da conservatori e populisti, che parlano di "censura" e di "attentato alla libertà di espressione e di coscienza", temendo che la nuova legge possa diventare una scusante per sentenze motivate politicamente. Solo in tre piccoli cantoni di lingua tedesca, del centro e dell'Est del Paese, hanno prevalso i 'no'.

Svizzera manifesti elettorali sul referendum contro l’omofobia
Svizzera manifesti elettorali sul referendum contro l’omofobia

"Oggi non sono solo i diritti di lesbiche, omosessuali e bisessuali ad essere rafforzati, ma quelli di tutte le minoranze", ha commentato la co-presidente dell'Organizzazione svizzera delle lesbiche, Salome Zimmermann, citata dall'agenzia di stampa svizzera Keystone-Ats. Il testo in votazione era appoggiato dal governo e dalla maggioranza dei partiti. "L'odio e la discriminazione non hanno più posto nel nostro Paese".

Il risultato odierno mostra che la società è sempre più rivolta a un'apertura: "È difficile combattere contro lo spirito del tempo", ha aggiunto, precisando che non si è mai trattato di dover scegliere di essere "pro o contro l'omosessualità".

Il presidente dell'UDF Hans Moser, dal canto suo, ha ribadito che il "sì" odierno alle urne non è un lasciapassare per nuove rivendicazioni. Riguarderà ogni atteggiamento discriminatorio attuato a parole, per iscritto, per immagini o gesti, ma non si applicherà all'ambito familiare a ai gruppi di amici. Ristoranti, alberghi, trasporti, cinema o piscino non potranno rifiutare l'accesso di qualcuno per il suo orientamento sessuale. A Zurigo, invece, i favorevoli erano il 63,5%.

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