Lunedi, 30 Marzo, 2020

‘Mandatemi a processo, anzi no’. Salvini cambia idea (e strategia) sulla Gregoretti

Matteo Salvini cavalca la crisi il ruolo chiave di Giorgetti così approfitterà dei guai di Conte e Renzi Giovedì Matteo Salvini a Torino
Deangelis Cassiopea | 11 Febbraio, 2020, 18:23

E' sicuro che passerà la richiesta di processo ai miei danni. "Il mio maestro, il professor Coppi, mi ha insegnato che la legge è uguale per tutti, ma i giudici no". E' quanto ha detto oggi a Trieste il leader della Lega, Matteo Salvini, riferendosi al caso della Gregoretti e del voto, previsto mercoledì al Senato, dell'autorizzazione a procedere nei suoi confronti per sequestro di persona.

Il segretario del Carroccio sembra quindi smentire le indiscrezioni che lo vedevano fare dietrofront sul caso Gregoretti: secondo la stampa, Salvini avrebbe chiesto ai parlamentari leghisti di non votare più l'autorizzazione a procedere contro di lui, come avevano invece fatto lo scorso 20 gennaio. Non è questo il punto. Se Salvini dovesse venire processato rischierebbe fino a 15 anni di carcere, ma il leghista continua a ripetere che a suo dire questo non è altro che un processo politico.

Tra le opzioni quella di uscire dall'Aula, mentre appare più improbabile il ricorso al voto a favore del processo, visto che potrebbe essere considerato come una negazione della tesi principale della difesa di Salvini, cioè quella relativa all'azione legata alla "difesa dell'interesse dello Stato", che verrebbe rigettata con un voto contrario anche in Aula, dopo quello di San Macuto. Mi approccio a questa votazione in Senato con assoluta tranquillita', con la certezza di non aver commesso alcun reato che sia un processo giuridicamente basato sul nulla di non essere un vile sequestratore di donne e bambini ma con la certezza che per entrare in Italia serve il permesso. Ma deve tutelare il dovere del ministro di difendere i confini La strada giusta non è rinunciare alla valutazione sull'interesse pubblico: "compete solo al Senato". L'idea che un uomo possa rimanere per anni e anni a processo non dovrebbe piacere a nessuno. O meglio un consiglio a Matteo Salvini. Lui pensa di andare in aula e dimostrare davanti a tutti in tempi brevi che ha ragione. Inoltre, aggiunge, "I tempi potrebbero essere lunghissimi e c' è il problema di restare bloccati per anni, ostaggi del processo".

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