Giovedi, 09 Aprile, 2020

Virus, prima vittima a Hong Kong

Coronavirus balzo di contagi in Cina sono oltre 24 mila i casi accertati Virus, prima vittima a Hong Kong
Evangelisti Maggiorino | 05 Febbraio, 2020, 14:22

Per quanto riguarda l'Europa, si è verificato il primo caso di contagio in Belgio. La ministra della sanità, Maggie De Block, ha annunciato in un comunicato che uno dei nove cittadini belgi rimpatriati domenica da Wuhan è infettato dal Coronavirus. Intanto è stato registrato il primo decesso nella provincia autonoma di Hong Kong, dove infuria lo scontro politico sulla chiusura dei confini con la Cina continentale. "I risultati dei test degli altri compatrioti sono negativi". Secondo l'agenzia Kyodo, almeno sette persone hanno manifestato sintomi influenzali.

Cina, carcere per chi diffonde notizie false - I tribunali cinesi scendono in campo per "arginare" l'emergenza coronavirus. Si tratta di un uomo di 39 anni, con patologie precedenti, che si era recato a Wuhan (focolaio del coronavirus) alla fine di gennaio e aveva in seguito sviluppato una polmonite.

Intanto, sono 635 i pazienti totali dimessi dagli ospedali in Cina dopo essere stati trattati con successo contro il coronavirus: si tratta di 160 guarigioni nelle ultime 24 ore.

In quarantena nave da crociera giapponese, oltre 3mila persone a bordo - Una nave da crociera, la Diamond Princess della Carnival Japan, con 3.711 persone a bordo, è stata posta in quarantena nella baia di Yokohama, in Giappone. Salgono a 20.438 i casi di infezione da coronavirus in Cina. I morti sono 425. In tutto sono 46 le compagnie che hanno sospeso voli da e per la Cina. Mentre Macao chiuderà tutti i suoi casino per due settimane come misura precauzionale per il coronavirus. Attualmente "non siamo ancora in tale situazione", ha dichiarato Sylvie Briand, direttrice del dipartimento Preparazione mondiale ai rischi infettivi dell'Oms, parlando dell'ipotesi di pandemia, termine che si riferisce ad una situazione di propagazione mondiale di una malattia. Lo segnala l'ultimo bilancio fornito dalle autorità e i media cinesi. Nel 2011, il terremoto e lo tsunami di Fukushima, in Giappone, hanno distrutto uno stabilimento della Renesas Electronics, lo specialista giapponese di vari chip per automobili e dispositivi elettronici. Ma ha anche chiesto loro di sostenere la riapertura delle industrie che in molte parti del Paese è fissata per lunedì prossimo.

La Hyundai Motor, la principale casa automobilistica della Corea del Sud, e la controllata Kia Motors hanno sospeso alcune linee di assemblaggio fino all'11 febbraio.

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