Mercoledì, 12 Agosto, 2020

Ritrovato un quadro a Piacenza, scomparso dal 1997

Gli agenti davanti alla Galleria Ricci Oddi Ritrovato un quadro a Piacenza, scomparso dal 1997
Deangelis Cassiopea | 11 Dicembre, 2019, 02:08

Ma a distanza di 22 anni, durante i lavori di manutenzione del giardino esterno della stessa Galleria piacentina, gli operatori avrebbero ritrovato la tela dentro un sacco nero, nascosto all'interno di un'intercapedine chiusa esternamente da una lamiera metallica. "Il fatto che l'opera sia stata trovata ottimamente conservata apre lo scenario a mille ipotesi". Secondo il direttore della Galleria, Massimo Ferrari, i timbri e la ceralacca che compaiono sul retro dell'opera sarebbero quelli originali.

"Se il "Ritratto di Signora" di Klimt risulterà autentico, resterà a Piacenza". Al momento ci sono delle verifiche in corso. Con queste parole, l'assessore alla Cultura di Piacenza, Jonathan Papamarenghi, con le cautele del caso, esprime la sua soddisfazione per l'ipotesi di ritrovamento del famoso dipinto rubato nel 1997 dalla Galleria d'arte moderna piacentina. Poi però, forse anche per l'attenzione mediatica e la sorveglianza delle forze dell'ordine, magari non ci sono riusciti. Il Ritratto di Signora di Klimt, quindi, potrebbe essere stato nascosto per 22 anni sul muro esterno della galleria dove era stato rubato, senza che nessuno lo trovasse. Il dipinto era convincente, sembrava il Ritratto di Donna, ma la pittura era fresca: era un falso ben fatto. Le indagini dei carabinieri del Reparto operativo di Piacenza avevano portato a indagare sui custodi della galleria, la cui posizione è stata archiviata dal gip per mancanza di prove. Nel 2016 l'inchiesta è stata riaperta dopo il ritrovamento di tracce del Dna di uno dei ladri sulla cornice ed è spuntata, grazie a una testimonianza, addirittura una misteriosa pista esoterica.

Il capolavoro fa parte di un gruppo di ritratti femminili fatti da Klimt negli ultimi anni della sua attività (tra il 1916 e il 1918), alcuni dei quali rimasti incompiuti. La sua vera identità sarebbe ancora nascosta se durante una ricerca per la maturità artistica l'allora 19enne studentessa di Broni (Pavia) non avesse notato la forte somiglianza tra il quadro esposto e l'opera di Klimt, esposta a Dresda nel primo decennio del '900 e data poi per dispersa.

Klimt, in realtà, aveva ritoccato l'originaria tela adattandola allo stile della cosiddetta "terza fase" della sua arte, con tratti meno opulenti, più disincantati e più vicini allo stile impressionista, rappresentando comunque un esempio di bellezza raffinata tipica della fine dell'Ottocento, ma ormai decadente dell'inizio Novecento.

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