Giovedi, 06 Agosto, 2020

Uber, negli Stati Uniti oltre 3'000 aggressioni sessuali nel 2018

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Evangelisti Maggiorino | 08 Dicembre, 2019, 09:38

Nonostante l'azienda sottolinei che il numero è minuscolo se paragonato ai 2,3 miliardi di spostamenti delle sue auto durante tale periodo, si tratta di un terribile trauma vissuto dalle vittime.

Nel biennio 2017-2018, Uber ha rappresentato numeri incredibili, dato che parliamo comunque di un paese civile e comunque controllato dalle forze dell'ordine, ossia gli USA.

Tralasciando le polemiche che negli ultimi anni hanno accompagnato, principalmente in Italia, l'ascesa dei servizi Uber, la società di San Francisco è tornata a far parlare di sè per i risultati del "Rapporto sulla sicurezza" che la stessa società ha reso pubblici.

Denunce di Aggressione Sessuale 2017/2018: 6.000.

Uber sta facendo un passo importante ma ogni società ha un ruolo da giocare. "Sono comunque numeri scioccanti e difficili da digerire" ammette Tony West, responsabile legale Uber. Nei due anni gli incidenti mortali sono stati 97 con 107 vittime accertate.

Palpeggiamenti, attenzioni particolari ovvero baci indesiderati: 376.

Durante le corse, non sempre gli aggressori sono gli autisti, anzi, in base a quanto emerge dal report di Uber, i conducenti si macchierebbero di questi reati nel 45% dei casi, meno della metà.

L'azienda di ride hailing in passato è finita spesso al centro di polemiche proprio per le accuse di violenze formulate da passeggeri e autisti nell'utilizzo della piattaforma, e la pubblicazione di questo rapporto è una misura per tentare di dare conto dei progressi svolti sul tema. - che il CEO si augura venga adottata anche da compagnie aeree, servizi di taxi e altre tipologie di aziende. L'azienda infatti si propone di migliorare la sicurezza per i clienti che utilizzano la loro app, i quali devono essere certi che non vadano incontro a violenze o incidenti fatali.

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