Sabato, 07 Dicembre, 2019

Centinia di morti in Iraq, si dimette il primo ministro dimensione font +

Iraq: un manifestante ucciso a Baghdad - Mondo Iraq, Abdul Mahdi ha promesso di rassegnare le dimissioni dopo che a Nassiriya solo morte altre 15 persone
Evangelisti Maggiorino | 01 Dicembre, 2019, 21:40

Ma a dare la spallata definitiva al governo di Mahdi, sostenuto dall'Iran, è stato l'intervento della massima autorità religiosa sciita irachena, il Grand Ayatollah Ali Sistani, che ha invitato il parlamento iracheno a togliere la fiducia all'esecutivo, incapace di gestire la protesta contro carovita, disoccupazione e ingerenza iraniana negli affari del Paese.

Il maggior numero di morti è stato registrato a Nassiriya, con oltre 20 dimostranti uccisi con colpi sparati dall'esercito a Baghdad e a Najaf. Oggi, a Nassiria, sono morte almeno 13 persone: le forze di sicurezza hanno cominciato a sparare durante le proteste e hanno usato gas lacrimogeni per sgomberare due ponti bloccati dai manifestanti. La mattina del 29 novembre, Adel Dakhili, il governatore della regione meridionale di Dhi Qar con capoluogo Nassiriya, teatro nelle ultime 24 ore di sanguinosi scontri tra forze di sicurezza e manifestanti, aveva annunciato le dimissioni in dissenso col governo centrale di Baghdad.

Immediata la reazione dei manifestazioni, che si sono recati a piazza Tahrir in pieno centro a Baghdad per festeggiare. Cioè è fortemente simbolico di come la presenza di Teheran all'interno dell'Iraq - e soprattutto la sua influenza nel governo di Mahdi - sia mal accettata dai cittadini. Protestare contro l'establishment equivale così, in un certo qual modo, ad essere anti-Iran. Secondo Trasparency International l'Iraq è al 12esimo posto per la corruzione su scala mondiale.

Questo significherà la fine delle proteste?

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