Sabato, 07 Dicembre, 2019

Morì cadendo da un balcone, reato prescritto

Appello sulla morte di Martina Rossi: già prescritto un reato, cadono 3 anni di condanna L'ultima beffa per Martina Rossi. Pena scontata per i colpevoli
Evangelisti Maggiorino | 01 Dicembre, 2019, 18:14

Il processo di primo gradoLa sentenza di primo grado fu pronunciata lo scorso 14 dicembre: la pubblica accusa, sostenuta dal procuratore capo Roberto Rossi, aveva chiesto una condanna a 7 anni (3 per "morte in conseguenza di altro reato" e 4 per "tentata violenza sessulae di gruppo"). Una decisione che potrebbe portare ad una riduzione di pena per i due imputati. "La ragazza, dopo essersi opposta alla violenza, graffiando il collo dell'imputato Albertoni, era riuscita a fuggire dai due aggressori dirigendosi verso il balcone aperto della camera e poi, oltrepassando il muretto divisorio verso il terrazzino della camera a destra, nello sporgersi dalla ringhiera o nello scavalcarla, era così caduta nel vuoto". La sentenza di secondo grado sarà emessa il 20 settembre 2020. E invece si può, visto che è successo, a causa di un capo di imputazione frettolosamente disposto.

Nel giudizio di primo grado il tribunale aveva inflitto ai due imputati una condanna a sei anni di carcere riconoscendoli colpevoli di morte come conseguenza di altro reato e tentata violenza di grupp. Secondo i legali della difesa, Stefano Buricchi e Tiberio Baroni, la giovane si sarebbe suicidata, seguendo le conclusioni cui era giunta la polizia spagnola. Lo ha stabilito il presidente della corte Angela Annese.

Incresciosi nuovi sviluppi per il caso Martina Rossi, la giovane ragazza morta nel 2011 cadendo dal balcone mentre tentava di sfuggire allo stupro: prescritta una delle accuse, che vede uno sconto di pena per i condannati.

I due fermati, forti anche della testimonianza di una cameriera, hanno sempre sostenuto la propria innocenza. Secondo l'accusa non è stato suicidio. E se Martina fosse voluta scappare, avrebbe potuto farlo senza grosse difficoltà.

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