Sabato, 07 Dicembre, 2019

Aids Toscana: Saccardi, dati giù ma non abbassare la guardia

L'Aids non è sparita: 32 nuovi casi da inizio anno nel Bresciano Giornata mondiale contro l’Aids, 800 i pazienti in cura all’ospedale di Perugia
Machelli Zaccheo | 01 Dicembre, 2019, 17:38

"In Italia, al massimo, si fanno degli screening una tantum, le cosiddette 'settimane delle malattie sessualmente trasmesse'". Gli ultimi dati disponibili certificano un calo di attenzione, anche da parte delle istituzioni, e una sottovalutazione del rischio.

Si stima che le persone infettate dal virus HIV siano a livello mondiale 37.9 milioni (1,7 milioni infettati nel 2018), di cui 130mila in Italia.

"Oz", una delle più iconiche serie tv HBO, che in Italia andò in onda su Tele+ (ricordate?) nel lontano 1998, è un prison drama dalle tinte forti, ben lontano dall'atmosfera di serie di successo del medesimo genere come "Orange is the New Black" o "Vis a Vis".

Secondo il rapporto Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control), il 14% di chi è infetto non sa di esserlo, e il 64% delle diagnosi tardive arriva dopo i 50 anni. Nel 2018, la maggioranza delle nuove diagnosi era attribuibile a rapporti sessuali non protetti. Il rugbista risponde che l'intento comune è quello di "portare a zero tra 10 anni le nuove trasmissioni di Hiv in Inghilterra".

Nel periodo 2009-2017 le diagnosi relative ai residenti toscani adulti sono state 2mila 498, 98 delle quali sono state segnalate in strutture fuori regione.

Le fasce d'età più interessate dal fenomeno risultano quelle 35-44 e 25-34 anni con valori, rispettivamente, del 32,3% e del 25,1%; seguono poi le classi 45-54 anni (21,0%) e gli over 55 (13,6%). Quelli che non hanno vissuto il flagello degli anni Ottanta, quando la diagnosi di sieropositività annunciava morte certa. Le nazionalità straniere più frequenti sono Brasile, Nigeria e Romania per i maschi; Nigeria e Romania per le femmine.

La diagnosi precoce offre importanti vantaggi: innanzitutto la possibilità per le persone con Hiv di ricevere adeguate cure, assistenza e sostegno; inoltre, la tempestiva consapevolezza di avere l'Hiv offre alle persone la possibilità di prevenire il rischio di trasmettere il virus ad altri. Benché il trend generale dei casi sia in costante diminuzione, a circa 40 anni dalla sua scoperta l'AIDS (acronimo di Acquired Immune Deficiency Syndrome - Sindrome da Immunodeficienza Acquisita) continua a mietere ancora un numero considerevole di vittime.

"Oz", oltre all'0mosessualità e tante altre tematiche sociali, ha parlato anche di HIV/AIDS, mostrando il duro trattamento di alcuni detenuti affetti dal virus, che venivano tenuti isolati in un'altra unità della prigione. "Di questi 754 pazienti - osserva Pusterla - oltre il 90% presenta una risposta completa alla terapia con una soddisfacente conta dei linfociti CD4, ossia le principali cellule che tendono a combattere le eventuali infezioni correlate ad un deficit immunitario, e una completa risposta virologica, in pratica non è più riscontrata nel sangue la presenza del virus".

Gli uomini omosessuali hanno una maggior percezione del rischio rispetto agli eterosessuali, effettuano il test spontaneamente per percezione del rischio nel 47 per cento dei casi. Mentre quasi 1 ragazzo su 3 associa il rischio di contrarre la malattia a determinati comportamenti e nient'altro. Più della metà dei pazienti aveva, al momento della diagnosi, un quadro clinico e immunologico grave come conseguenza del ritardo diagnostico. Tra questi, l'87,9 per cento ha assunto una combinazione con tre farmaci antiretrovirali.

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