Sabato, 07 Dicembre, 2019

L'ex patron di Rimini Yatch condannato all'ergastolo in Libia rientra in Italia

Terrorismo arrestato italiano rimpatriato dalla Libia L'ex patron di Rimini Yatch condannato all'ergastolo in Libia rientra in Italia
Evangelisti Maggiorino | 01 Dicembre, 2019, 15:24

Le peripezie dell'ultimo degli avventurieri rischiano di arenarsi al Regina Coeli. Secondo l'accusa, l'imprenditore italiano sarebbe stato tra i comandanti del cartello islamista denominato Majlis Shura Thuwar Benghazi, considerata una organizzazione dell'estremismo islamico. Nell'ambito della stessa organizzazione l'imprenditore avrebbe operato sino all'ottobre 2017 quale "Comandante delle forze rivoluzionarie della marina". "Da lì Lolli si occupava di garantire alle milizie i rifornimenti di armi, approvvigionamenti che avveniva via mare, potendo mettere a disposizione almeno due mezzi navali (Mephisto e Leon) fatti venire dall'Italia". Su altro fronte investigativo, i carabinieri del comando provinciale di Rimini hanno eseguito nei confronti di Lolli ulteriori due provvedimenti restrittivi emessi dal gip di Rimini in relazione ad ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio e la fede pubblica, legati a numerose compravendite di imbarcazioni di lusso, nonché di estorsione.

Tra i commercianti e gli uomini d'affari di peso o di una certa esperienza truffati da Lolli, anche come Flavio Carboni (condannato in primo grado nel marzo 2018 a sei anni e mezzo di reclusione per la vicenda della P3). L'uomo è stato estradato oggi dalla Libia, dove risiedeva dal 2010, ed è rientrato in Italia.

Ben 86 le imbarcazioni oggetto dell'indagine: tutte con due proprietari, qualcuna con tre, alcune totalmente inesistenti e create ad hoc solo sulla carta, per ottenere i finanziamenti. Gli inquirenti avevano così scoperto che le costose imbarcazioni venivano vendute due volte.

"Allo stesso Carboni Lolli faceva utilizzare una lussuosissima Aston Martin acquistata con un contratto di leasing stipulato a San Marino e poi non pagato".

"Nel frattempo il personale dell'Arma di Rimini e della Capitaneria di Porto, recuperavano in giro per l'Italia e all'estero, Yacht (Bertram, Aicon, Azimut, Galeon), autovetture (Ferrari, Lamborghini, Maserati), orologi (Cartier, Patek Philippe), vari gioielli, quadri antichi e danaro, per un valore stimabile intorno ai trecento milioni di euro", sottolineano i carabinieri. Quella di Lolli, braccato dai carabinieri anche in Nord Africa, dove era stato individuato seguendo le mosse di un suo collaboratore che lo teneva in contatto con pizzini e altri sistemi con la madre rimasta a Forlimpopoli, è stata una latitanza da film. Espulso dalla Tunisia, ha raggiunto Malta da dove sempre in barca inseguito dalle motovedette de La Valletta e dovuto riparare a Tripoli. Erano i giorni della Rivoluzione araba nel 2011 e Lolli trovò ospitalità dell'Hotel Rixos, lo stesso dove trovarono rifugio i giornalisti occidentali.

Ma mentre era detenuto insieme con prigionieri politici, fu liberato dai ribelli ai quali si unì e con i quali, forse, combattè con un nuovo nome e una nuova religione.

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