Giovedi, 16 Luglio, 2020

Tasse, ecco quante ne pagano i giganti del web in Italia

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Esposti Saturniano | 30 Novembre, 2019, 15:42

Eppure, parallelamente, i guadagni non sono mancati: nel 2018 il fatturato complessivo dei primi 25 gruppi ha toccato quota 850 miliardi di euro, con una crescita del 24% sul 2017 e del 109% rispetto al 2014.

Sfruttando l'assenza di una web tax, domiciliando in Paesi a fiscalità agevolata e grazie ai crediti per le attività di ricerca, a livello globale i giganti del web hanno risparmiato - tra il 2014 e il 2018 - oltre 49 miliardi di euro di tasse, che diventano 75 se si considera anche Apple.

Ecco perché in Italia i ricavi aggregati delle 25 società messe sotto la lente di ingrandimento da Mediobanca si sono rivelati di appena 2,3 miliardi - una cifra da capogiro che però rappresenta appena lo 0,3% del computo globale. E' quanto emerge dal rapporto dell'Area Studi Mediobanca sui giganti del Websoft (Software & Web companies). E continuando a trovare più conveniente pagare centinaia di milioni in transazioni - come hanno fatto Google nel 2017 (306 milioni), Apple nel 2015 (318 milioni), Amazon nel 2017 (100 milioni) e Facebook nel 2018 (100 milioni) - anziché fatturare nel nostro Paese il giro d'affari riferibile ai clienti italiani. Il meccanismo utilizzato dalle big tech per risparmiare sulle tasse è comunque sempre lo stesso: spostare il fatturato delle controllate dal Bel Paese all'estero, e in particolar modo nei Paesi dove le aliquote fiscali sono decisamente più basse.

Le grandi multinazionali di internet e dei software occupano complessivamente quasi 2 milioni di persone in tutto il mondo, quasi raddoppiate rispetto al 2014.

Amazon, che secondo lo studio nel 2018 avrebbe versato solo 6 milioni di Euro, non ci sta ed in una nota ha voluto sottolineare che "sono state pagate tutte le dovute in Italia". La crescita annua dei ricavi nel quinquennio è stata pari a quasi sei volte quella delle multinazionali manifatturiere (20,3% contro il 3,1%), 'stracciate' anche sul fronte degli utili (+20,3% all'anno per le websoft a fronte del +4,3% delle altre).

In sintesi, per Amazon Italia l'indagine giungerebbe a valutazioni finali errate poiché si sarebbe concentrato solo su 7 società su 11 legate all'azienda in Italia che "hanno ricadute in termini di gettito sia a livello locale sia a livello nazionale attraverso Iva, Irpef, Ires, Tasi, Tari".

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