Mercoledì, 12 Agosto, 2020

Politica / Mes, Salvini: "Attentato". Conte: "Vada in Procura e lo querelo"

Congresso della Lega Nord a Milano il 21 dicembre Politica / Mes, Salvini: "Attentato". Conte: "Vada in Procura e lo querelo"
Evangelisti Maggiorino | 29 Novembre, 2019, 19:38

Il giorno dopo la rissa in aula che ha coinvolto alcuni deputati della Lega e del Pd proprio sul tema del Fondo salva stati, Matteo Salvini torna a parlare del Mes e si scaglia ancora una volta contro il premier, appellandosi a Mattarella. Motivo della querela per calunnia sono le accuse di alto tradimento che il sedicente capitano leghista ha mosso contro il capo del Governo (e l'ex ministro Giovanni Tria) per aver firmato il trattato europeo ignorando le indicazioni del Parlamento. "Tria e Conte, dentro e fuori dal Consiglio dei ministri, ci assicuravano 'non abbiamo preso nessun impegno'. Quando era al Governo, Salvini ha condiviso e approvato la riforma del Fondo Salva-Stati", scrive il leader dem su Facebook. "Non lo permetteremo mai". Ricordiamo tutti i 'no' della Lega e tutti i silenzi di Conte che adesso ci spieghiamo. Nei prossimi giorni Di Maio comunicherà la posizione ufficiale dei grillini in un vertice con il Ministro delle Finanze Roberto Gualtieri e il Presidente Conte. "Basta a bugie sul Mes - ha insistito il deputato Pd Piero De Luca, capogruppo in commissione Politiche europee -". Così come è impostato il Mes pare ammantato da un'aura misterica che fa crollare l'impalcatura del nostro sistema democratico che è puntellato dal principio infungibile del controllo. Lui ce l'ha e ne ha già approfittato per il caso Diciotti. Questo l'Italia si aspetta. Lo ha detto Matteo Salvini, leader della Lega, parlando con i giornalisti in piazza Montecitorio.

L'unica cosa assolutamente certa nella battaglia sul Mes, il meccanismo europeo di stabilità, è che l'indecorosa rissa di mercoledì scorso alla Camera può solo accrescere la soddisfazione per il taglio dei nostri parlamentari. "Sul Mes sarebbe utile innanzitutto stare al merito, sebbene sia evidente anche la necessità di salvaguardare il ruolo del Parlamento che, a differenza di quanto avvenuto con il bail-in, non arriva in ritardo ma per tempo con le risoluzioni del 19 giugno scorso", chiede Stefano Fassina.

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