Sabato, 07 Dicembre, 2019

Sanità italiana nella Top Ten mondiale per qualità - Salute & Benessere

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Machelli Zaccheo | 23 Novembre, 2019, 22:06

Tra queste ultime, l'invecchiamento rapido della popolazione, spiegato - secondo l'esperto - "col fatto che in Italia abbiamo uno dei tassi di fertilità più bassi al mondo (1,3%) e contemporaneamente una tra le più alte speranze di vita (che ci colloca all'8/0 posto nel mondo per aspettativa di vita alla nascita, 85,3 anni per le donne, 80,8 per gli uomini nel 2017)". Le criticità tuttavia non mancano. È quanto emerso dal Global Burden of Disease (GBD) Study, coordinato dall'IRCCS Materno-Infantile Burlo Garofolo di Trieste. I ricercatori hanno valutato la qualitaà dei sistemi sanitari dei vari Paesi valutando diversi aspetti, dall'accesso e qualità delle cure ai dati sulla mortalità, sulla disabilità, sull'aspettativa di vita e su molti altri ancora, che coprono un periodo che va dal 1990 al 2017.

"L'altro aspetto significativo - continua - è che dal 1990 ad oggi è aumentata gradualmente la spesa privata del cittadino per la salute, di pari passo a una riduzione del finanziamento pubblico alla salute, riduzione che, quindi, non è frutto di una aumentata efficienza del servizio sanitario". Una conseguenza della riduzione dei finanziamenti pubblici alla salute. Inoltre la spesa complessiva per la salute in rapporto al Pil dal 1995 è aumentata dell'1,15%.

La ricerca mette anche in luce che dal 1990 al 2017 i tassi di morte per patologie cardiovascolari si sono ridotti del 54%, quelli per tumore del 28%, quelli per incidenti stradali del 62%.

La Sanità italiana si aggiudica un posto di tutto rispetto nella top 10 mondiale che certifica la qualità. E ancora: 47 mila morti sarebbero causate da malattie cardiovascolari legate al colesterolo alto, 28.700 decessi sarebbero collegati a una dieta povera di cereali integrali, 15.900 alla scarsa attività fisica e così via.

Il nuovo Contratto nazionale della Sanità è stato approvato dal Consiglio dei Ministri che si è tenuto ieri sera a Palazzo Chigi, passerà nelle prossime ore alla Corte dei Conti che provvederà alla vidimazione del provvedimento e poi all'Agenzia della Rappresentanza Negoziale Pubbliche Amministrazioni (Aran).

"Dal 2021 - conclude Monasta - potremo contare su stime a livello regionale che ci consentiranno di fare un'analisi dettagliata delle disuguaglianze geografiche sia in termini di peso delle malattie, sia di performace del servicio pubblico".

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