Martedì, 12 Novembre, 2019

Ammutinamento della polizia in Bolivia, Evo Morales denuncia un golpe

Bolivia: l'ammutinamento della Polizia contro il presidente Morales In Bolivia proseguono manifestazioni e scontri dopo le elezioni del 20 ottobre
Evangelisti Maggiorino | 10 Novembre, 2019, 17:34

Il presidente boliviano Evo Morales ha denunciato stanotte di fronte alla comunità internazionale ed al popolo boliviano che "il piano di golpe fascista esegue atti violenti con gruppi irregolari che hanno incendiato la casa dei governatori di Chuquisaca ed Oruro e quella di mia sorella in quest'ultima città".

È l'ultima evoluzione delle tensioni esplose dopo l'esito del voto dello scorso 20 ottobre che hanno visto la rielezione di Morales: un risultato respinto fermamente dall'opposizione che parla di brogli elettorali e che già riteneva illegittima la sua ricandidatura dopo che un referendum nel 2016 aveva bocciato l'eventualità di un nuovo mandato. L'ammutinamento avrebbe risparmiato La Paz, la capitale amministrativa del Paese. La ribellione ha colpito molte città, con il ministro dell'Interno, Carlos Romero, che ha accettato la richiesta della città di Cochabamba, esonerando il capo della polizia. Su Twitter, ha anche condannato l'attacco "codardo e selvaggio", "nello stile delle dittature militari", alla radio della Confederazione sindacale unica dei lavoratori contadini della Bolivia (Csutcb).

Oggi, a Vinto, una cittadina nella provincia di Cochabamba nella Bolivia centrale, in seguito alla notizia della morte di due manifestanti dello schieramento di Mesa, un gruppo di persone mascherate si è diretto al locale municipio ed ha rapito la sindaca che appartiene al partito di maggioranza, accusandola di essere la responsabile delle due vittime (in realtà il numero sarà poi dimezzato) per aver fatto togliere un blocco stradale.

Il candidato dell'opposizione Carlos Mesa, del partito Comunidad Ciudadana, ha chiesto di indire nuove elezioni, sostenuto dai comitati civici che hanno intimato a Morales di dimettersi. Il suo obiettivo, ha spiegato, è di disinnescare una crisi che, ha sostenuto, "si configura come un tentativo di colpo di Stato". Il ragazzo è la terza vittima fatale da quando sono cominciate le proteste dopo la vittoria alle presidenziali di Morales. L'offerta è stata anche respinta da Ruben Costas, il potente governatore dello Stato orientale di Santa Cruz.

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