Martedì, 12 Novembre, 2019

Tripoli è disponibile a rivedere il memorandum

LAMORGESE Luciana Lamorgese fa marcia indietro: "Tripoli ora è disposta a rivedere il memorandum"
Evangelisti Maggiorino | 08 Novembre, 2019, 22:39

Informativa del ministro dell'Interno alla Camera.

Le modifiche dovrebbero concentrarsi sulle condizioni di vita nei Centri, teatro, secondo l'Onu, di indicibili orrori: dalla compravendita di esseri umani alle violenze sessuali, passando per torture, stupri e abusi di ogni genere. Con l'obiettivo della loro graduale chiusura e sostituzione con nuovi centri gestiti dalle agenzie delle Nazioni Unite.

Secondo il prefetto, infatti, saranno necessarie anche "iniziative bilaterali volte a chiedere l'apertura di corridoi umanitari", con l'Italia che potrebbe recitare la parte "di attore protagonista" con il coinvolgimento di altri Stati membri dell'Unione europea. Dal 2016 ad oggi, ha sottolineato Lamorgese, l'Oim ha effettuato, anche grazie al contributo finanziario italiano, "oltre 45 mila rimpatri volontari assistiti dalla Libia di migranti non aventi titolo alla protezione internazionale verso i loro paesi di origine di cui oltre 8 mila nei primi 10 mesi del 2019".

Ma cosa prevede il memorandum firmato nel febbraio 2017 dall'allora presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni e dal primo ministro del governo di riconciliazione nazionale libico al-Serraj? Ma "anche con una diminuzione dei flussi migratori" sarebbe "ingiustificabile un calo di attenzione" ha sottolineato Lamorgese, ribadendo che, con la sottoscrizione del Memorandum, le partenze dalla Libia hanno subito un calo.

"Serve per stabilizzare la Libia, le condizioni di insicurezza aumentano il rischio di infiltrazioni jihadiste tra i migranti". I libici partner affidabili.

In questo senso, le dichiarazioni di Serraj possono essere viste nella duplice ottica della minaccia (sia dei migranti che di gettarsi anima e corpo dal lato di Ankara) e del grido di aiuto (se l'Italia non farà da contraltare, i Fratelli Musulmani avranno l'ultima parola su Serraj). "Stiamo continuando a fare pressione sugli altri paesi per incentivare i trasferimenti dalla Libia, ma al momento non c'è disponibilità rispetto a questa soluzione e non è possibile reinsediare tutti i rifugiati che abbiamo registrato in Libia", ha detto Cavalieri. Mentre la deputata Pd Lia Quartapelle, capogruppo in commissione Esteri di Montecitorio, ha chiesto "un impegno italiano contro i trafficanti e contro gli abusi dei diritti umani".

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