Mercoledì, 20 Novembre, 2019

Unicredit: terzo trimestre sopra le attese, vola il titolo

Unicredit vende la quota di Mediobanca Unicredit vola in Borsa dopo l'addio a Mediobanca
Esposti Saturniano | 08 Novembre, 2019, 10:20

Il risultato è migliore delle attese del consensus, che si fermavano in media a 1,005 miliardi.

Unicredit chiude i 9 mesi del 2019 con un utile pari a 4,3 miliardi, quello rettificato è di 3,3 miliardi, +8,2%, con un rote rettificato dell'8,7%.

UniCredit avvia l'uscita da Mediobanca attraverso la vendita di tutta la quota in possesso. In calo dell'1,8% a 2,45 miliardi i costi operativi per un rapporto cost/income sceso nel trimestre al 52,1%. Raggiunto il target relativo alla riduzione della sensitività del Btp nel trimestre di circa 35% con un trimestre di anticipo. "Il trimestre ha beneficiato di solide dinamiche commerciali, di forti ricavi da negoziazione e della nostra attenzione alla gestione disciplinata dei costi, che continua a produrre risultati". Nel piano del futuro c'è una holding internazionale con base in Italia e non sarà quotata.

Confermati anche i dettagli della procedura di accelerated bookbuilding per la cessione a investitori istituzionali di circa 74,5 milioni di azioni ordinarie detenute in Mediobanca, l'8,4% del capitale di Piazzetta Cuccia, al prezzo di 10,53 per azione.

Mustier ha sempre sottolineato la difficoltà di realizzare fusioni transfrontaliere ma lo scorso autunno Fabrizio Saccomanni, all'epoca presidente della banca prima dell'improvviso decesso, aveva confermato che Unicredit stava valutando la possibilità di creare una subholding in Germania che racchiudesse le attività non italiane e che la mossa sarebbe stata portata avanti in caso di m&a. "Il prezzo incorpora uno sconto del 2,3 per cento circa rispetto all'ultimo prezzo di chiusura di Mediobanca pre-annuncio".

"L'impatto atteso dell'operazione, che sarà̀ contabilizzata nel quarto trimestre 2019, è̀ - spiega una nota - sostanzialmente neutrale sul Cet1 capital ratio del gruppo". BofA securities, Morgan Stanley e Unicredit corporate & investment banking hanno fatto da joint bookrunners.

A chi stamattina gli chiedeva se avesse avuto contatti con Leonardo Del Vecchio, Mustier ha tenuto a precisare che non è solito parlare di contatti coi singoli: "Nessun commento su clienti o azionisti", ha tagliato corto. Una scelta maturata ancor più dopo lo scioglimento del patto forte nell'ex salotto buono della finanza, in favore di un accordo tra soci in versione "light" dopo l'uscita di Bolloré. Si tratta di "un'altra banca, un competitor", per di più "irrilevante dal punto di vista finanziario". Nelle ultime settimane, proprio in seguito all'arrivo dell'imprenditore e alle sue prese di posizione che hanno messo nel mirino una strategia del management giudicata troppo attendista, i mercati hanno iniziato a scommettere che qualcosa si stesse muovendo in piazzetta Cuccia.

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