Sabato, 07 Dicembre, 2019

Papa Francesco: udienza, "sempre costruire ponti, sempre la mano tesa, niente aggressione!"

Papa: ponti e delicatezza con chi non crede o ha un credo diverso «Mano tesa a chi non crede e a chi ha una fede diversa»
Evangelisti Maggiorino | 07 Novembre, 2019, 09:37

"Con disprezzo? Oppure con la fede che riconosce i figli di Dio in mezzo alle folle anonime?". È la domanda che Papa Francesco rivolge ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro per l'Udienza generale sugli Atti degli Apostoli.

Ma alla fine tra le tante vite che sono un esempio, Papa Francesco dice grazie cosi: "i veri missionari vanno in missione seguendo Gesù...e quando sono grandi missionari si capisce che è Lui a portare loro". Partendo da quella "devozione" al dio ignoto, per entrare in empatia con i suoi uditori proclama che Dio "vive tra i cittadini" e "non si nasconde a coloro che lo cercano con cuore sincero, sebbene lo facciano a tentoni". Paolo, infatti, va nei luoghi più significativi: la sinagoga, la piazza, l'Areopago dove si svolgeva la vita politica e culturale e non si chiude, ma incontra tutta la gente, giudei, epicurei, stoici e molti altri. Quest'episodio è, quindi, l'occasione per riflettere sull'attitudine umana nel costruire ponti con la cultura: "Costruiamo ponti, sempre con la mano tesa, senza aggressione" ha sollecitato, infine, il Papa. "Chiediamogli la capacità di inculturare con delicatezza il messaggio della fede, ponendo su quanti sono nell'ignoranza di Cristo uno sguardo contemplativo, mosso da un amore che scaldi anche i cuori più induriti".

Non è forse vero che un vissuto di fede che si mostra intollerante e chiuso alle sfide odierne che il mondo presenta ogni giorno non è per niente credibile?

Paolo "sceglie lo sguardo che lo spinge ad aprire un varco tra il Vangelo e il mondo pagano". Il messaggio cristiano, dunque, è per sua natura un fatto dialogico, relazionale, inclusivo, propositivo, aperto al confronto: ed è genuino - resta inalterato - nella misura in cui è presentato nella logica del "se vuoi", della libertà di coscienza, dell'adesione libera e incondizionata, della scoperta di senso e dello stupore della vita nuova in Cristo.

"Chiediamo anche noi oggi allo Spirito Santo - ha detto il pontefice - di insegnarci a costruire ponti con la cultura, con chi non crede o con chi ha un credo diverso dal nostro". L'Apostolo freme nel vedere la città piena di idoli, ma questo "impatto" col paganesimo "invece di farlo fuggire, lo spinge a creare un ponte per dialogare con quella cultura".

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