Lunedi, 19 Aprile, 2021

Ex Ilva, rinviato incontro ArcelorMittal-Conte. Premier: no a recesso

L'ex Ilva e la cattiva politica che rende l'Italia non credibile Ex Ilva, rinviato incontro ArcelorMittal-Conte. Premier: no a recesso
Evangelisti Maggiorino | 07 Novembre, 2019, 05:32

ArcelorMittal nel documento di retrocessione ad Ilva delle aziende e dei 10.777 dipendenti spiega che il recesso del contratto deriva dall'eliminazione della protezione legale. Di conseguenza le aziende italiane dovranno cercare nuovi fornitori al di fuori del territorio nazionale: "stiamo insomma facendo il gioco delle acciaierie straniere". A Roma è attesa l'ad di Arcelor Mittal che nel tardo pomeriggio ha riunito i sindacati territoriali. "Questo per via di errori macroscopici delle figure apicali e di contingenze macroeconomiche legate al mercato dell'acciaio" dazi, calo produttivo in Germania, crisi dell'automotive", afferma Patuanelli.

Il premier intende affrontare il caso Ex Ilva con la personale determinazione a non consentire la chiusura dello stabilimento, ma anche a responsabilizzazione le forze di maggioranza e i parlamentari tutti.

Il governo a muso duro da un lato, Arcelor Mittal decisa a lasciare dall'altro. E' quanto riporta il quotidiano "La Repubblica" secondo il quale il leader di Italia Viva "è già al lavoro per un'alternativa". I numeri sono molto chiari: nelle sedute di lunedì 4 e martedì 5 novembre, la quotazione ArcelorMittal ha registrato un apprezzamento di ben il 6,1 per cento con volumi molto alti. I populisti passano il tempo in Tv a cercare un colpevole, le persone serie invece provano a cercare una soluzione.

Dal canto suo, Renzi smentisce di essere al lavoro per una cordata che faccia capo a Jindal (il cui presidente e a.d sarà giovedì in Italia).

"Non si pensa che che si muore in questa Taranto; ogni giorno c'è un caso nuovo di tumore in più". "Qui il problema è capire se qualcuno vuole chiudere Taranto per togliersi dai piedi un potenziale concorrente". Una decisione che mette a rischio 10777 lavoratori. La motivazione ufficiale sarebbe la mancata conferma dello scudo penale, di cui godono commissari e futuri acquirenti dal 2015, e che avrebbero dovuto proteggere gli amministratori durante i lavori di messa a norma dell'impianto.

Giuseppe Conte ribadisce che "è stato stipulato un contratto e saremo inflessibili sul rispetto degli impegni incontrando Arcelor Mittal. Hanno partecipato a una gara con evidenza pubblica e in Italia si rispettano le regole".

(Teleborsa) - Nessuna dichiarazione al termine dell'incontro che ha riunito a Palazzo Chigi membri del governo e vertici di ArcelorMittal.

"Che cosa sta accadendo?"

Per il momento si tratta tuttavia solo di ipotesi.

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