Mercoledì, 20 Novembre, 2019

Neonato abbandonato perché ha una malattia: da mesi in ospedale

Ittiosi Arlecchino chi ne soffre ha la pelle ricoperta di squame Torino, bimbo nato con malattia rara e incurabile: genitori lo abbandonano in ospedale
Machelli Zaccheo | 06 Novembre, 2019, 19:16

Questi piccoli, superate le prime, più insidiose, settimane di vita, hanno un'attesa di vita normale, si legge sul sito specializzato Orphanet, anche se possono sviluppare una grave malattia cutanea.

Il nome "Ittiosi Arlecchino" deriva dal fatto che nei bambini affetti la pelle assume un aspetto a squame e chiazze, e non può mai essere esposta al sole. "Stiamo girando le tante richiesta di adozione alla Casa dell'affido del Comune che farà le proprie valutazioni - conclude Farina - di certo si è attivata una catena di solidarietà che ha sorpreso tutti". A causa della malattia rara con cui è nato, l'Ittiosi Arlecchino, i genitori naturali, che lo hanno concepito con l'eterologa, lo hanno abbandonato. Si tratta della ittiosi Arlecchino, malattia per la quale il bambino è ricoverato in terapia intensiva nell'ospedale Sant'Anna.

"È un bimbo sveglio che sorride e ama essere portato in giro - spiega il medico -". È quanto accaduto a Giovannino, nato lo scorso agosto al Sant'Anna di Torino. Lo stesso gene ABCA12 è stato associato a mutazioni nell'ittiosi Lamellare, una forma più lieve di ittiosi, che ha gli stessi sintomi di quella Arlecchino, ma riguarda soggetti che sopravvivono oltre il periodo neonatale. Dopo la denuncia dell'abbandono molte famiglie si sono fatte avanti per prendersi cura del piccino. Grazie a questa scoperta è oggi possibile identificare i feti potenzialmente malati, ovviamente solo nelle famiglie a rischio, attraverso la diagnosi prenatale in corso di gravidanza che si effettua con il classico esame del Dna del feto. Ora ha circa 40 mamme e papà in ospedale. Per ora, nessuno si è fatto avanti per tenerlo con sé ed affidarlo ad una casa-famiglia, viste le cure e l'assistenza di cui necessita, non sembra la scelta più plausibile.

"Anche per te, caro Giovannino, vorremmo pensare un'accoglienza degna del valore infinito della tua esistenza", conclude il padre generale del Cottolengo, "con tutto ciò che sarà necessario e nelle modalità che richiede una situazione così particolare come la tua: insomma una casa con persone che ti vogliono bene e si prendono cura di te fino a quando sarà necessario".

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