Venerdì, 14 Agosto, 2020

Sotto stress le cellule maschili si suicidano, quelle femminili no

Sotto stress le cellule maschili si suicidano, quelle femminili no Sotto stress le cellule maschili si suicidano, quelle femminili no
Machelli Zaccheo | 20 Ottobre, 2019, 08:41

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Cell Death and Disease.

A scoprire il ruolo dei microRNA nella differente risposta allo stress delle cellule maschili (XY) e femminili (XX) è stato un team di ricerca guidato da scienziati del Centro di Riferimento per la Medicina di Genere dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Medicina Sperimentale, Diagnostica e Specialistica (DIMES) presso l'Università di Bologna, dell'IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna e dello IAC (Institute for Applied Computing) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Roma.

Ci sono cellule e cellule, e quelle degli uomini in particolari condizioni stressanti reagiscono in modo totalmente diverso da quelle delle donne. Sembrerebbe che le cellule delle donne sottoposte a stress riescano a sopravvivere a differenza di quelle maschili. Partendo da un'analisi bioinformatica, il gruppo di ricercatori ha selezionato alcuni microRNA localizzati proprio in quelle regioni del cromosoma X che sfuggono all'inattivazione, identificandone alcuni che sono quindi espressi maggiormente nelle cellule femminili.

Cosa sono i microRNA?

Alla base di queste differenze, potrebbe essere coinvolto un microRNA (miR548am-5p). È noto che i microRNA hanno un ruolo di rilievo in molte malattie, inoltre, ogni microRNA è in grado di regolare numerosi geni, generando potenzialmente un effetto a cascata di grandi proporzioni. Si tratta di sequenze di materiale genetico che regolano l'espressione dei geni. Non tutti i cromosomi X sono però inattivato. "Le cellule femminili, in risposta allo stesso stress, invece, attivano meccanismi di sopravvivenza (autofagia) e resistono alla morte cellulare".

I ricercatori hanno osservato che questa sequenza di materiale genetico presente nelle cellule femminili analizzate era cinque volte maggiore rispetto a quelle maschili. "In particolare, l'alto livello del miR548am-5p nelle cellule femminili sarebbe responsabile della maggiore resistenza a diversi tipi di stress, attraverso la regolazione di alcuni geni, come Bax e Bcl2, coinvolti nei meccanismi di morte mediata dai mitocondri", afferma Anna Ruggieri del Centro ISS per la salute genere. "Una delle importanti ricadute di questa scoperta è dunque il potenziale utilizzo di questi microRna come biomarcatori di quelle malattie che colpiscono i due sessi in maniera diversa, oltre che come nuovi bersagli terapeutici sesso-specifici".

Paola Matarrese dell'Iss, coautrice della ricerca spiega che questo studio è l'ennesima conferma che "la biologia dei due sessi è fondamentalmente diversa e come tale va affrontata". Per esempio le malattie autoimmuni colpiscono per l'80% le donne. A fronte di tante differenze le donne sono spesso penalizzate nelle cure, poiché i trial clinici sono effettuati quasi esclusivamente negli uomini e le conoscenze sulla diversa risposta alle terapie nei due sessi spesso non sono applicate nella pratica clinica.

Le donne hanno maggiore incidenza di depressione, frattura al femore e Alzheimer, mentre gli uomini si ammalano di più di Parkinson, malattie cardiovascolari in giovane età e hanno una mortalità più elevata in caso di cancro.

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