Mercoledì, 20 Novembre, 2019

Europa vs Ankara, tutti gli stop alla vendita di armi

Una bambina curda ferita in un rai turco Armi alla Turchia, anche la Germania dice basta. E l’Italia cosa aspetta?
Evangelisti Maggiorino | 15 Ottobre, 2019, 08:38

Germania e Francia hanno vietato le esportazioni di armi in Turchia per l'attacco contro la milizia curda YPG in Siria. Ad annunciare il provvedimento è stato, nelle scorse ore, il Ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas. Una misura, ha spiegato alla Bild am Sonntag, che intende colpire l'operazione militare avviata nel nord-est della Siria e ricalca la decisione di Paesi Bassi, Finlandia, Danimarca e Norvegia.

Mercoledì la Turchia ha dato il via alla "Operazione Fonte di Pace", sferrando un'offensiva nella parte nordorientale della Siria.

Lo stesso 12 ottobre, da Napoli, il titolare della Farnesina Luigi Di Maio ha annunciato: lunedì, al Consiglio dei ministri degli affari esteri in Lussemburgo, "chiederemo che tutta l'Unione Europea blocchi la vendita delle armi alla Turchia". Questo però non ha impedito che, solo nel 2018, la Germania vendesse armi ad Ankara per un ammontare di 242,8 milioni di euro, praticamente un terzo di tutte le esportazioni tedesche di armi da guerra per quell'anno.

Nelle scorse ore anche Ann Linde, ministro degli Esteri svedese, si è detta disposta a proporre al parlamento la decisione di sospendere la vendita d'armi.

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L'esempio di Amsterdam è stato seguito anche dal governo norvegese e da quello danese, mentre gli Stati Uniti si sono detti pronti ad imporre sanzioni economiche alla Turchia. "E chiunque non smetta di esportarvi armi è complice della violazione del diritto internazionale da parte di Ankara".

I curdi hanno risposto che la città, che costituisce uno dei due ingressi principali dell'offensiva turca, sarebbe ancora nelle loro mani.

Ankara - Il ministero della Difesa turca, in un comunicato, asserisce di aver conquistato Ras al-Ain nel nord est della Siria.

I vari stati membri, dunque, sono pronti a ridurre le relazioni diplomatiche e a cessare la cooperazione militare.

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