Giovedi, 17 Ottobre, 2019

Draghi: euro popolare come non mai, Unione monetaria può durare

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Esposti Saturniano | 12 Ottobre, 2019, 23:59

Draghi ha rivendicato la correttezza delle scelte e ha ribadito che l'indipendenza della Bce non è un fine a se stesso. Più in generale, dibattendo delle decisioni di politica monetaria affidate ai policy makers, ha affermato che "anche il non agire rappresenta una decisione". Hanno dimostrato nondimeno il loro valore.

"Mi sembra che le ultime elezioni per il Parlamento europeo, forse le prime incentrate su temi prevalentemente europei, lo abbiano confermato - ha proseguito -". "Anche chi mirava a rallentare l'integrazione europea non ha contestato la legittimità delle istituzioni dell'Unione, pur criticandole anche duramente. Le analisi suggerivano che il limite effettivo dei tassi di interesse era inferiore a quanto precedentemente ritenuto e che gli acquisti di titoli pubblici potevano avere un impatto rilevante tramite le banche perche' ne avrebbero ridotto i costi di finanziamento e le avrebbero incentivate a far credito all'economia reale piuttosto che al settore pubblico".

Draghi, quindi, ha sottolineato che nell'Ue serve un ruolo maggiore della politica di bilancio. Saremmo in questo caso semplicemente venuti meno al nostro mandato e avremmo potenzialmente messo a rischio l'integrità della moneta che avevamo il compito di preservare.

In sala ad ascoltare la lectio magistralis di Draghi, accompagnato dalla moglie Serena e dalla figlia Federica, c'erano poi il viceministro allo Sviluppo economico, Stefano Buffagni, i vertici di Borsa Italiana (Raffaele Jerusalmi e Andrea Sironi), il neo presidente della Fondazione Cariplo, Giovanni Fosti, il presidente di Cattolica Assicurazioni, Paolo Bedoni, l'ex premier Mario Monti e il procuratore capo di Milano Francesco Greco. I policy maker "spesso decidono in condizioni di incertezza in cui i risultati raramente sono conosciuti e valutabili con sicurezza". "Durante il mio mandato, la Bce ha continuamente auspicato il varo di ulteriori riforme istituzionali nell'area dell'euro". La politica della BCE è legittima e nel corso del tempo si è dimostrata valida, ha aggiunto il presidente uscente della banca centrale. Abbiamo accolto con favore i progressi realizzati ed esortato governi e parlamenti a proseguire il loro impegno in questa direzione.

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