Lunedi, 14 Ottobre, 2019

Genny 'a carogna: "La mia lite in discoteca con Lavezzi"

Gennaro De Tommaso Gennaro De Tommaso
Cacciopini Corbiniano | 11 Ottobre, 2019, 19:33

Gennaro De Tommaso, più noto come Genny 'a carogna, racconta al pm della Dda le sue verità, depositate agli atti del processo di appello a Napoli dopo la condanna in primo grado per traffico di droga a 18 anni di carcere.

Una lite in discoteca con Ezequiel Lavezzi, all'epoca attaccante del Napoli, perché "da vero tifoso non vedevo di buon occhio il fatto che i calciatori frequentassero un posto come quello, dove giravano droghe". Un atteggiamento "protettivo" che lo stesso De Tommaso ebbe modo di chiarire successivamente in un incontro chiarificatore a Castel Volturno organizzato dall'ex direttore generale del Napoli Pierpaolo Marino. Il Lo Russo mi minacciò fuori al bar, sulla via principale di Miano, dicendomi di lasciar stare Lavezzi, il quale ci faceva divertire giocando a calcio. "Ma io gli risposi che ragionavo diversamente perché ero un tifoso". E fu ancora il Lo Russo a costringerci di esporre al San Paolo, nelle due curve, lo striscione il Pocho non si tocca... Perché quella discoteca è una discoteca che non ti appartiene. "Gli feci capire la situazione e diventammo amici".

In diretta a 'Punto Nuovo Sport Show' su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Leandro Del Gaudio, giornalista de Il Mattino che ha firmato gli articoli sulle rivelazioni del pentito 'Genny a' carogna': "Per le dichiarazioni di De Tommaso è stato aperto un fascicolo sui rapporti tra la sua persona e la società Napoli".

Passaggio dedicato anche al presidente Aurelio De Laurentiis.

De Tommaso confessa anche di aver visto il presidente De Laurentiis: "Il presidente era rimasto colpito da una coreografia della Curva B che rappresentava il Vesuvio e voleva finanziarci a questo scopo".

Il Napoli al momento ha preferito non commentare la vicenda.

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