Lunedi, 14 Ottobre, 2019

Dieta giapponese batte quella mediterranea: gli effetti benefici

Dieta giapponese, riduce il rischio tumore e allunga la vita I benefici della dieta giapponese: aiuta a prevenire malattie cardiovascolari, diabete e cancro
Machelli Zaccheo | 11 Ottobre, 2019, 17:41

In occasione dell'incontro verrà sottolineata l'importanza dell'alimentazione nella prevenzione e nella lotta alle patologie oncologiche, con specifico riferimento al tumore alla prostata. Noi consumiamo da sempre frutta, verdura, pane, pasta, lenticchie, ceci, fagioli e olio extravergine di oliva, così come la dieta giapponese si basa su riso, verdure, tra cui anche alghe e radici, soia e spezie. La dieta giapponese può essere un'alternativa alla dieta mediterranea in termini di benefici alla salute.

Le abitudini alimentari tipiche giapponesi permettono infatti di assumere cibi che favoriscono la prevenzione di diabete, cancro e patologie cardiovascolari. Dati alla mano, l'aspettativa di vita è di 79 anni per la dieta mediterranea e di 85 per quella giapponese.

Bisogna sottolineare che entrambi i regimi alimentari hanno tassi di riduzione di rischio di determinate malattie: per l'ictus è del 25% per la dieta mediterranea e del 22% per quella giapponese; per i tumori è del 35% per la mediterranea e del 27% per la giapponese, per il Morbo di Parkinson è del 46% per la mediterranea e del 50% per quella giapponese. In Giappone, i numeri mostrano un calo rilevante, attestandosi a un'incidenza del 10%.

Uno studio dei ricercatori del Children's Hospital Medical Center di Cincinnati pubblicato su "Biology and Reproduction" sostiene che tale bassa incidenza è dovuta alla molecola Equol, che si produce con la digestione della soia (ricca di fitoestrogeni), e che risulterebbe in grado di bloccare l'azione dell'ormone maschile DHT, collegato all'ipertrofia prostatica e al tumore.

Un regime alimentare povero di grassi come quello giapponese può inoltre influire sul decorso del tumore prostatico. Il fatto che si tratti di una dieta povera di grassi saturi aiuta anche a contrastare le problematiche di tipo cardiovascolare. Il patrimonio genetico determina la risposta di ciascun individuo ai nutrienti e, viceversa, i nutrienti modificano i geni silenziandone alcuni e attivandone altri. L'effetto epigenetico si verifica non solo nell'arco di tutta la vita, ma inizia durante il periodo fetale, oltre ad avere anche una trasmissione transgenerazionale.

Marco Silano, Responsabile dell'Unità Operativa Alimentazione, nutrizione e salute presso l'Istituto Superiore di Sanità, partendo dall'assunto che "siamo quello che mangiamo" fa presente la correlazione tra geni e nutrienti assunti con la dieta. "La presenza di fibre, acidi grassi mono e poli-insaturi, sali minerali e un'elevata quantità di sostanze antiossidanti - fa notare Silvia Migliaccio, specialista in Scienze della Nutrizione Umana, segretario generale Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione - forniscono all'organismo una protezione contro i processi infiammatori e contro l'invecchiamento cellulare".

Un nuovo studio ha messo in rapporto i dati sulla prevenzione del tumore alla prostata. Allo stesso tempo, è fondamentale l'attività fisica quotidiana.

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