Lunedi, 14 Ottobre, 2019

Pantani, lo spacciatore shock: "Marco è stato ucciso"

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Cacciopini Corbiniano | 11 Ottobre, 2019, 17:31

In ogni caso, Fabio Miradossa è sicuro che "Marco non è morto per questo, è stato ucciso".

Morte Marco Pantani sarà uno degli argomenti trattati questa sera dalle Iene, durante la nuova puntata, in onda oggi in prima serata, con l'intervista allo spacciatore. Intervistato dalla Iena Alessandro De Giuseppe, l'uomo asserisce che Pantani, soprannominato "Il Pirata", sarebbe stato volontariamente ucciso. L'autopsia rivelò che la morte era stata causata, fra le 11,30 e le 12,30, da un edema polmonare e cerebrale, conseguente a un'overdose di cocaina e, secondo una perizia effettuata in seguito, anche da psicofarmaci. "Non c'è nessuna verità non detta, o inesplorata, dietro al dramma". La magistratura ha decretato che il ciclista romagnolo è morto a causa di arresto cardiaco dovuto ad abuso di droghe e farmaci. Non so perché all'epoca giudici, polizia e carabinieri non siano andati a fondo - sgancia la bomba -. "Ma non scherziamo", ha detto Miradossa.

"Qualcuno ha ucciso Marco Pantani". "Marco è stato al Touring, ha consumato lì e quando è ritornato allo Chalet era lucido". Chi ha creato quella situazione non era informato bene...

Non sulla cocaina ma sui soldi. Erano un po' per un debito vecchio e un po' una fornitura. A parlare per la prima volta a Le Iene è lo spacciatore di Marco Pantani che vuole raccontare la sua versione dei fatti e parte da un assunto fondamentale: il ciclista non si è suicidato. Gli elementi che portano Miradossa ad affermare ciò sono diversi ma quello principale è rappresentato dal fatto che, stando a quanto riferisce lui, Pantani non era solito assumere cocaina sniffando ma preferiva fumare crack. Pantani fumava crack, non gli piaceva tirare. Io sono convito che quando è morto, però, Marco fosse lucido. "Non si può morire per 15-20 grammi di cocaina, perché per chi fuma crack non sono davvero 15-20 grammi, ma meno".

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