Giovedi, 17 Ottobre, 2019

Nobel per la pace al premier etiope Abiy Ahmed Ali

Nobel per la pace, Greta favorita Tra i candidati anche Merkel e il difensore dell’Amazzonia IL NOBEL PER LA PACE 2019 AL PRIMO MINISTRO ETIOPE
Evangelisti Maggiorino | 11 Ottobre, 2019, 14:06

Greta Thunberg è la giovanissima attivista - quando ha iniziato la sua battaglia per il clima, un anno fa, aveva 15 anni - che è riuscita a coinvolgere milioni di studenti in tutto il mondo preoccupati per il futuro nel nostro Pianeta a causa dei rischi del cambiamento climatico.

Va ad Abiy Ahmed Ali il premio Nobel per la Pace, uno dei riconoscimenti più importanti e attesi.

In qualità di premier, Abiy Ahmed ha cercato di promuovere la riconciliazione, la solidarietà e la giustizia sociale.

In molti, avrebbero scommesso che il Nobel per la pace 2019 sarebbe stato assegnato a Greta Thunberg, la giovane svedese che ha saputo portare in piazza milioni di persone in difesa del pianeta e contro i cambiamenti climatici ed affrontare faccia a faccia i potenti della Terra per chiedere ad alta voce di modificare le proprie politiche ambientali. Come avevano sottolineato diversi osservatori, però, la sua giovane età e la sua retorica aggressiva si sono rivelati fattori a sfavore dell'assegnazione del Nobel. Il comitato per il Nobel di Oslo ha spiegato che la scelta è legata all'impegno profuso da Ali "per raggiungere la pace e la cooperazione internazionale, e in particolare per la sua decisiva iniziativa per risolvere il conflitto di confine con la vicina Eritrea". Entrato nell'esercito è salito sino al grado di tenente colonnello. In politica interna, ha deciso di liberare i prigionieri politici e riallacciato il dialogo con gli oppositori in esilio.

Abiy Ahmed Ali: chi è il Premio Nobel per la Pace 2019, premier etiope, ha vinto per i suoi sforzi per dire basta alle guerre nel Paese africano. Ha inoltre promesso di rafforzare la tenuta democratica del Paese organizzando libere e oneste elezioni. "L'Etiopia è fiera in quanto nazione", ha commentato l'ufficio del primo ministro. In realtà in corsa c'erano 301 candidati, tra cui Ahmed, il leader indigeno brasiliano Raoni Metuktire e la premier della Nuova Zelanda Jacinda Ardern.

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