Lunedi, 14 Ottobre, 2019

Istat, evasione ancora elevata: pesa sulla crescita

Gian Carlo Blangiardo Gian Carlo Blangiardo +CLICCA PER INGRANDIRE
Esposti Saturniano | 11 Ottobre, 2019, 02:06

Lo sostiene il presidente dell'Istat ascoltato durante le audizioni per il Nadef.

"L'Istat cita tra "le maggiori vulnerabilità presenti sul mercato del lavoro italiano" non solo le donne ma anche i giovani e il Mezzogiorno, proseguendo la diminuzione della loro incidenza sul totale degli occupati, riconducibile al calo della popolazione giovane, all'allungamento dei percorsi di studio, alle difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro dei più giovani, al progressivo invecchiamento di coorti numerose di popolazione e all'aumento dell'età al pensionamento". Di seguito le sue dichiarazioni durante l'audizione parlamentare sulla NaDef, la nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza, riporta Repubblica. L'evasione fiscale e contributiva nel triennio 2014-2016, infatti, vale in media circa 109,7 miliardi all'anno e rappresenta un grosso ostacolo al "rafforzamento della capacità competitiva e di crescita del nostro Paese e per l'efficacia e l'equità delle politiche pubbliche".

L'Istituto nazionale di statistica e Bankitalia hanno commentato oggi, davanti alle Commissioni Bilancio di Senato e Camera, la situazione attuale dell'economia italiana. "Emerge ora un marginale miglioramento congiunturale sia nel primo che nel secondo trimestre (+0,1% in entrambi i periodi)". "Il ruolo ricoperto in famiglia, in assenza di un adeguato sistema di sostegno, appare come uno dei fattori discriminanti". "Ciononostante, nel nostro Paese ancora solo il 56,2% delle donne partecipa al mercato del lavoro e il tasso di occupazione non supera il 50%". Il riferimento allo scenario internazionale riguarda in particolare i dazi imposti dagli Stati Uniti: "L'imminente introduzione di nuovi dazi all'importazione negli Stati Uniti, secondo una logica di tipo selettivo differenziata per tipologia di prodotti a seconda del paese Ue di provenienza, impatta in modo significativo su un numero limitato di prodotti di eccellenza della nostra filiera agro-alimentare". Poi la Lombardia (meno dell'1% e più del 15%).

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