Giovedi, 17 Ottobre, 2019

Unicredit, Mustier: da 2020 tassi negativi su depositi oltre 100mila euro

Soldi fermi sul conto corrente sopra i 100 mila euro Unicredit applicherà tassi negativi Soldi fermi sul conto corrente, sopra i 100 mila euro Unicredit applicherà tassi negativi
Esposti Saturniano | 11 Ottobre, 2019, 01:09

I clienti Unicredit che hanno oltre 100 mila euro sul conto corrente dal prossimo anno potrebbero vedersi trasferito l'impatto dei tassi d'interesse negativi della Bce sui loro depositi. Il presidente Donald Trump ha affidato le considerazioni di giornata a un tweet, nel quale ha sottolineato l'avvio positivo dei negoziati e la volontà cinese di giungere a un accordo, annunciando che incontrerà venerdì alla Casa Bianca il vice premier e capo delegazione Liu He.

La Bce, peraltro, lo scorso mese ha tagliato i tassi sui depositi a -0,50% dal -0,40% rendendo ancora più costoso per gli istituti di credito parcheggiare la propria liquidità presso l'Eurotower. Il rally delle banche arriva in scia alla risalita dei tassi, con il rendimento del Bund tornato sopra -0,5%, mentre il Btp decennale ha allungato sopra la soglia dell'1%, con lo spread che si è attestato al termine della seduta a quota 154 punti base. Obiettivi, non sicurezza ovviamente. Ci potrebbero essere altri istituti bancari che potrebbero seguire la scelta di UniCredit.

Dopo aver evidenziato nei giorni scorsi che sarebbe stato necessario trasferire alla clientela l'onere dei tassi negativi che le banche pagano sui deposti alla Banca Centrale Europea, l'amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, "è passato in breve tempo dalla teoria alla pratica".

Non si intravede come il trasferimento di tassi negativi sulla platea di clienti possa essere uno stimolo agli investimenti, dato che a spingerli sono ragioni industriali piuttosto che una logica finanziaria.

Come dicevamo, in Europa non si tratta del primo caso ed alcuni istituti hanno già avviato questa strategia tesa a scaricare il costo del denaro sui correntisti. Gli operatori italiani hanno resistito a lungo all'idea di trasferire sui clienti i costi dei tassi negativi, preoccupati dello svantaggio competitivo e del rischio di perdere correntisti pronti a trasferirsi altrove.

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